N°127 Gennaio Febbraio

SFIZIOFOOD 12 Food&Beverage | gennaio-febbraio 2020 Aveva una visione lungimirante, estremamente moderna nella valorizzazione della terra e del vigneto e nel conseguimento di una qualità riconosciuta. Antonio Carpenè, garibaldino convinto, laureato in Chimica, studioso e ricercatore, autore di fondamentali trattati di enologia, riuscì nel 1868 a concretizzare il suo sogno: produrre un vino spumeggiante come quello dei francesi con il vitigno prosecco, studiando e perfezionando il metodo di fermentazione in grandi recipienti. Nello stesso anno fondò a Conegliano lo Stabilimento Vinicolo Trevigiano, dando origine all’attuale Carpenè Malvolti e, nel 1876, la Scuola Enologica di Conegliano, tuttora fra gli istituti più prestigiosi d’Italia. Avviò anche, nella sua famiglia, l’abitudine a dare ai figli un nome legato alla chimica, chiamando il figlio Etile. Fu lui che fece rinascere la Carpenè Malvolti dopo la distruzione avvenuta durante la prima Guerra Mondiale, e fu sempre lui il primo a chiamare il Prosecco con il nome del vitigno, inserendo in etichetta la dicitura Prosecco Vino Pregiato Amabile dei Colli di Conegliano conferendogli una precisa identità di territorio e anticipando il riconoscimento della Doc del 1969 e della Docg del 2009. Negli anni l’azienda s’ingrandì inanellando successi basati sul rapporto di fiducia e di stima con i viticoltori che conferivano le uve alla cantina. Un rapporto che prosegue nel tempo (oggi sono un centinaio) e che porta, nel 2019, in occasione del 95° anniversario della prima iscrizione in etichetta della dicitura Prosecco, alla presentazione del 1924 Prosecco, una selezione dedicata al vino spumante delle origini e che racconta la propria storicità anche attraverso il packaging, riproduzione vintage della prima etichetta commercializzata. “È una selezione che rappresenta l’ultima declinazione del Prosecco Superiore Docg di Carpenè Malvolti che l’azienda ha scelto di riproporre conferendole canoni qualitativi e sensoriali in linea con le caratteristiche del vino originario -spiega il general manager Domenico Scimone- 1924 Prosecco è ottenuto per il 90% da uve glera e per il restante 10% da altri storici vitigni a bacca bianca, coltivati in vigneti situati sulle colline del Conegliano Valdobbiadene. Si caratterizza per una selezione più secca e strutturata, che al palato esprime un carattere deciso con note di mandorla, di frutta poco matura, fiori bianchi e freschi sentori vegetali. La produzione è limitata a 10 mila bottiglie per ogni vendemmia”. Nel 2018 la CarpenèMalvolti ha celebrato il 150° anniversario dalla fondazione e dalla nascita del Prosecco: cinque generazioni di una famiglia, oggi guidata da Etile Carpenè e dalla figlia Rosanna, la cui figlioletta, come da tradizione, si chiama Etilia, che basa il proprio successo sullo stesso spirito pionieristico della origini. CONEGLIANO In occasione del 95° anniversario dell’iscrizione in etichetta della dicitura Prosecco, l’azienda propone una selezione con le caratteristiche del vino originario La storiadi Carpenè nel 1924 Prosecco Barbara Amati In alto, Etile Carpenè con la moglie e la figlia Rosanna, che rappresenta la quinta generazione, oggi alla guida dell’azienda, e il busto dedicato al fondatore Antonio Carpenè che realizzò il sogno di produrre un vino spumeggiante come quello francese. Al centro, 1924 Prosecco, selezione dedicata al vino spumante delle origini che incarna la quintessenza dell’impegno della famiglia

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