N°127 Gennaio Febbraio

58 Food&Beverage | gennaio-febbraio 2020 RACCONTI Thibault Le Mailloux, direttore del Comité Champagne, ha partecipato all’evento milanese centrato sui colori dello Champagne. Sono state scelte cinque cuvée abbinate ognuna a tre opere d’arte che richiamavano per colore, impatto visivo e senso geometrico il contenuto di ogni calice È stato un incontro degustazione che ha emozionato ed arricchito, offrendo tanti tasselli di cultura e conoscenza in più anche a chi dello Champagne è un profondo conoscitore. Di arte crediamo di sapere tanto, talvolta, ma c’è sempre qualcosa in più da scoprire, e dello Champagne pure, a cominciare dalle molte e diverse sfumature del colore che nascono da precise scelte ponderate dallo Chef de cave, artista in vigna e in cantina, che con grandi equilibri “gioca” con le uve e con i vini per ottenere infine un risultato d’eccellenza che racconta e testimonia come lo Champagne sia senz’altro un’opera d’arte. E come tale il Bureau du Champagne in Italia l’ha affiancato a 15 grandi capolavori artistici arricchendo il rapporto tra vino e arte di un nuovo capitolo. Dopo le etichette firmate dagli artisti, installazioni nelle cantine o nelle tenute e il racconto della vita in vigneto attraverso occhi molto sensibili, un viaggio nel mondo dei colori dello Champagne attraverso 15 grandi opere rivela la naturale attrazione tra le bollicine francesi e il linguaggio dell’arte. Questa è l’idea alla base de I Colori dello Champagne per svelare le sensazioni evocate dalle pregiate bollicine attraverso i cinque sensi. Dopo olfatto, udito e tatto, quest’anno è stata la volta della vista, con una degustazione-laboratorio condotta da Pietro Palma, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia nel 2018, e Arianna Piazza, storica dell’arte che è riuscita a trasferire con passione e chiarezza le tante similitudini. Quello dello Champagne e quello dell’arte sono due mondi molto vicini e sono numerose le opere d’arte che raccontano meglio di altre questa vicinanza. Chef de cave e artista sono figure capaci di dare vita con il loro talento ad autentici capolavori al termine di complesse fasi di elaborazione, rese possibili da un efficiente gioco di squadra. Inoltre, non mancano le parole comuni tra la disciplina enologica e quella artistica, basti pensare a termini come assemblaggio, tessitura, sfumatura o saturazione. Un linguaggio a tratti comune che rafforza la relazione tra il mondo dell’arte e quello del vino. La vista è il primo senso coinvolto quando si degusta uno Champagne e il colore nel calice è in grado di svelare alcune caratteristiche della cuvée: una tonalità gialla con riflessi verdi indica una prevalenza di Chardonnay, mentre leggeri riflessi rossi denotano una predominanza di vitigni a bacca nera come Pinot Noir e Meunier. Nel tempo anche i colori del vino evolvono, assumendo toni giallo dorati, ramati o ambrati. Le varianti di sfumature sono ancora maggiori nei rosé: rosa pallido o intenso, passando attraverso tonalità più o meno decise a seconda dell’assemblaggio. Con l’invecchiamento, gli Champagne rosé prendono sfumature aranciate più scure. “Nel corso dei secoli lo Champagne ha rappresentato una fonte inesauribile di ispirazione per l’immaginario degli artisti di tutto il mondo -dice Thibaut Le Mailloux, direttore del Comité Champagne presente all’evento al Park Hyatt di Milano accanto a Domenico Avolio, direttore del Comité in Italia- Anche per questo motivo abbiamo scelto l’arte come ideale abbinamento per esplorare le emozioni a livello visivo che lo Champagne sa regalare”. Così, sono state scelte cinque cuvée che sono state abbinate a tre opere d’arte (molte si trovano al Museo Poldi Pezzoli a Milano) che richiamavano per colore, impatto visivo e senso geometrico il contenuto di ogni calice. Il primo vino in assaggio è La Cuvée 72 di Bruno Paillard (affinata 36 mesi sui lieviti e 36 mesi in bottiglia, ricco, vitale, dalla grande complessità aromatica, dall’affascinante color oro) che ha svelato similitudini con la il Ritratto di Donnadi Piero del Pollaiolo (o Dama del Pollaiolo, 1470): “La sua capigliatura bionda, dorata e luminosa e le perle che le ornano il capo ricordano Barbara Amati I colori dello Champagne unisconoarte e bollicine Il Bureau du Champagne racconta interessanti similitudini tra 5 etichette di altrettante Maison e 15 opere d’arte: un viaggio nel mondo dei colori per scoprire la naturale attrazione tra lo Champagne e il linguaggio dell’arte

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