59 Food&Beverage | gennaio-febbraio 2020 In alto, Arianna Piazza, storica dell’arte, ha presentato le opere dei Colori dello Champagne insieme a Pietro Palma, ambasciatore dello Champagne per l’Italia nel 2018 che ha condotto la degustazione che si è svolta al Park Hyatt di Milano. A sinistra, l’ “Affiche Champagne”, di Renée Gruau, realizzato nel 1950, richiama lo spirito della Belle Epoque, frizzante e spumeggiante. Qui accanto, la facciata della Cattedrale di Reims, di epoca gotica, il suo portale centrale scolpito e la stupefacente vetrata creata da Marc Chagall nel 1974 la vivacità e il colore del perlage -spiega Arianna Piazza- Un’opera del tutto diversa come l’Affiche Champagne di Reneé Gruau, del 1950, invece, richiama lo spirito della Belle Epoque, frizzante e spumeggiante, con una bella donna in un lungo abito giallo che si sporge ad assaggiare una coppa di Champagne: le perle che ornano la scollatura sembrano tintinnare e muoversi come in una danza, simbolo di purezza ed eleganza”. La terza opera è monumentale, la facciata della Cattedrale di Reims (1211-1475), tra i più alti esempi di arte gotica, costruita nel tempo da molte mani e molti saperi, un lavoro collettivo, un progetto comune che è ancora il grande racconto della storia della Champagne e dei suoi abitanti. Palma introduce il secondo vino: “Dis Vin Secret 2010 di Francoise Bedel è generoso, intenso, pieno, dal caldo color oro con riflessi ramati, ampio e fruttato”. Nella stupefacenteVetrata della Cattedrale di Reimsdi Marc Chagall, del 1974, dal dominante colore blu con il quale l’artista s’inserisce nella tradizione (il blu è una costante dei vetri delle cattedrali fin dal Medioevo), il colore è pura luce che filtra dalle vetrate colorate e istoriate e rappresenta lo spirito divino che entra nella storia dell’uomo: “Chagall compie un’operazione di continuità tra passato e presente rappresentando il senso dell’eterno attraverso luce e colore”, precisa la storica dell’arte. Nella Madonna Litta (oMadonna allattante, 1490) di Leonardo Da Vinci, il genio del ’500 sperimenta nuove tecniche e studia la scienza della luce, giungendo a nuovi effetti di trasparenza e sfumature: un’arte che è la sintesi della sua osservazione della natura e del suo desiderio di conoscere l’universo. La terza opera, di autore ignoto, è Les Débauchés: rappresenta una festa privata di libertini settecen-
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