N°127 Gennaio Febbraio

60 Food&Beverage | gennaio-febbraio 2020 teschi dediti ai piaceri, al gusto della vita, alla gioia di vivere, come testimoniano i numerosi brindisi. Rosé Billecart Salmon, il terzo Champagne, è un rosato d’assemblaggio, di grande bevibilità, profondo ed elegante, con un’intensa freschezza e pienezza fruttata. “La Madonna con Bambino (o Madonna della rosa, 1490) di Giovanni Antonio Boltraffio, rappresenta una scena vivace e movimentata, piena di simbolica devozione, realizzata con i toni del rosa, dell’oro e del rosso su sfondo nero, una perfetta combinazione di sacralità e naturalezza che richiama il delicato colore di questo Champagne Rosé”, commenta Piazza. Ritorna il tema del brindisi ne Le goût (1744) di Philippe Mercier, che descrive una elegante ed allegra tavola conviviale del Settecento. Di particolare interesse i colori tenui degli abiti dei commensali, perché i tessitori francesi creano proprio in questo periodo i tessuti cangianti dati dall’intreccio di fili di colori diversi nelle combinazioni di rosa, giallo bianco e verde che danno vita a nuove nuance. E l’arte della tessitura ritorna anche nella terza opera, Tapisserie des vendanges, un arazzo che riproduce il momento della vendemmia e che si trova nella Maison Taittinger, a Reims. Sottolinea l’esperta: “L’arte della tessitura è un processo complicato che richiede anni di lavorazione e ogni tintore è specializzato solo in pochissimi colori; una volta tinti i fili l’arazziere comincia il suo paziente lavoro. Il nome arazzo viene dalla città di Arras, dove intere comunità lavoravano intorno alla produzione di questi preziosi manufatti”. “Les Débauchés”, opera d’ignoto, in cui viene raffigurata una festa di libertini settecenteschi dediti alla bella vita con abbondanza di brindisi. A fianco, un altro brindisi ne “Le goût” di Philippe Mercier che presenta un’allegra tavola conviviale del Settecento Un altro rosato in assaggio è il Rosé de Saignée di De Barfontac, fruttato, elegante, con grande carattere che traspare anche dall’intenso color rosa. Vi si affianca il Cavaliere in Nero (1567) di Giovanni Battista Moroni: un nobile cavaliere con le rosee mani che poggiano sull’elsa di una spada; osservando con attenzione il dipinto si percepiscono tutte le varianti del nero che indossa, simbolo di lusso interiore: il lucido raso dei calzoni, il morbido velluto del mantello, l’impalpabile consistenza delle piume. NellaMadonna dell’Umiltà e angeli musicanti (1448) di Zanobi Strozzi, la Madonna, con in braccio il Bambino nudo dalla pelle rosata, è seduta su un cuscino rosso ricamato d’oro, la veste è rossa e il mantello blu con un risvolto verde, dal suo capo scende un velo viola con una stella. Luce e materia sono due lati della stessa medaglia, ma un solo colore li concilia, l’oro, prezioso, lucente e incorruttibile, materia perfetta che esprime il divino, il sole, la luce, la regalità. Torna un manifesto pubblicitario con Affiche France Champagne (1891) di Pierre Bonnard, che racconta in forma visiva le caratteristiche dello Champagne: “Colore, schiuma e bollicine in movimento che seguono le ruche del vestito e i riccioli dei capelli della modella -dice la Piazza- L’intera palette dei colori del manifesto è su base gialla, ma arricchito dai toni del bianco, del beige e del rosa”. “L’ultimo Champagne è una cuvée de prestige, il Blanc de Blancs 2007 della Maison Ruinart -anticipa il sommelier- Chardonnay in purezza di una grande annata, dal colore oro con riflessi verdi, elegante, RACCONTI

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