N°127 Gennaio Febbraio

8 Food&Beverage | gennaio-febbraio 2020 UOMINI&VIGNE SVILUPPI Nuove linee guida per Genagricola Inizia un nuovo viaggio per Genagricola, testimoniato da un incontro per il quale è stato scelto un luogo simbolo di arrivi e partenze come la Stazione Centrale di Milano. Giancarlo Fancel, presidente di Genagricola, e Igor Boccardo, nuovo Amministratore delegato, hanno delineato alcune linee guida che orienteranno lo sviluppo della divisione vitivinicola di Genagricola nel prossimo futuro. “L’azienda ha, innanzitutto, l’esigenza di ricercare un miglior allineamento delle vendite rispetto al potenziale produttivo che in ambito vitivinicolo conta 790 ettari vitati in Italia -in 5 diverse regioni- e 110 in Romania -ha spiegatoBoccardo- Un risultato che va raggiunto attraverso un processo di miglioramento continuo e a una definizione dei mercati obiettivo dei vari brand del Gruppo. Sui mercati esteri, che attualmente assorbono il 30% della produzione (a fronte di una media del 70% dei top player del settore) è entrare nella parte alta del ranking di vendita; sul mercato interno, attuando un miglior presidio di tutti i canali distributivi: oltre alla difesa delle posizioni raggiunte in horeca, è necessario considerare il canale Gdo, che assorbe il 40% del consumo interno (dati Mediobanca)”. Genagricola continuerà sulla strada della sostenibilità intrapresa nel 2015 che porterà tutti i vini a essere certificati sostenibili secondo gli standard Sqnpi, a partire dalla vendemmia 2020. Sottolineata anche la continuità con cui l’azienda intende proseguire il percorso tracciato investendo in tecnologie e ammodernamento delle proprie strutture produttive. Nel 2019 si è concluso il restauro dello storico Palazzo de Marchi, sede della cantina Torre Rosazza, nei Colli Orientali del Friuli (Ud), che nel prossimo biennio sarà oggetto di importanti investimenti per innalzare ulteriormente la qualità produttiva. Sono previsti investimenti anche nella Tenuta Sant’Anna, in Veneto, al fine di massimizzare la capacità di spumantizzazione. I brand top di gamma, quali Costa Arènte nel veronese, Torre Rosazza in Friuli Venezia Giulia e Bricco dei Guazzi nel Monferrato, guideranno la penetrazione nel segmento premium, mentre gli spumanti, come il Prosecco, si svilupperanno con il già noto brand V8+ e con quello di Tenuta Sant’Anna, permettendo di coprire tutte le fasce di mercato. CHAMPAGNE Il presidente del Comité in visita a Villa Sandi Maxime Toubart, presidente del Comité Interprofessionnel du vin de Champagne, è stato ospite di Giancarlo Moretti Polegato a Villa Sandi, interessato a conoscere meglio un’azienda simbolo dell’area Prosecco dove vanta Tenute in tutte le Denominazioni (e prima realtà per export), ma che da 40 anni produce anche uno spumante metodo Classico, il raffinato Opere Trevigiane. Per Moretti Polegato il rapporto tra il mondo Prosecco e quello dello Champagne andrebbe visto come un’alleanza piuttosto che come una competizione. “La lunga esperienza dello Champagne nell’azione di tutela e difesa è senz’altro ispirazione ed esempio con cui confrontarsi per la tutela e la promozione, anche in ottica Unesco, per sviluppare un efficiente sistema di accoglienza turistica”. Villa Sandi è la dimostrazione che le due bollicine possono felicemente coesistere: da oltre 10 anni, infatti, distribuisce anche due brand di Champagne e la storia di Opere Trevigiane metodo Classico aveva avuto inizio proprio in seguito a una visita nei vigneti champenois. CONSORZI Savorini nuovo direttore per il Lambrusco Giacomo Savorini è la nuova guida del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena. Bolognese, 41 anni, laureato in Scienze e tecnologie agrarie e forestali, dal 2008 è stato direttore del Consorzio Vini Colli Bolognesi e dal 2013 del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna. Savorini succede a Ermi Bagni, che va in pensione pur rimanendo consulente del Consorzio. “Oltre alla notorietà acquisita da questo vino -spiega Savorini introducendo le sue linee programmatiche- bisogna raggiungere una redditività soddisfacente per i produttori. Puntiamo a costruire una piramide qualitativa, che superi il concetto di Lambrusco come prodotto di massa, per arrivare a valorizzarlo come eccellenza della terra emiliana”. Savorini intende valorizzare le piccole produzioni e insistere su quei mercati in grado di premiare la qualità del prodotto come Stati Uniti, Giappone ed Europa”. Infine, pensa anche al problema frodi, poiché il Lambrusco è tra i prodotti più imitati al mondo.

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