N°127 Gennaio Febbraio

94 Food&Beverage | gennaio-febbraio 2020 Circa 160 opere di Marc Chagall, definito dallo scrittore Henry Miller “un poeta con le ali di un pittore”, in mostra a Palazzo Albergati a Bologna fino al 1° marzo. Chagall. Sogno e magia è un’esposizione che incanta i visitatori perché ripropone le creazioni dell’artista che più di ogni altro ha avuto la capacità di esprimere una sensibilità magica. Marc Chagall era nato a Vitebsk, in Russia, nel 1887, e morì quasi centenario dopo aver trascorso una vita intrisa d’amore, immersa nel lavoro e trasversale a vicende storiche sconvolgenti, come l’olocausto, dal quale si salvò fuggendo in America. Per lui, ebreo russo, tutto è possibile nei suoi dipinti e nei suoi scritti purché sia basato sull’amore, infatti i personaggi delle sue tele fluttuano nell’aria, sfidando ogni legge di gravità, come volatili liberi e possono assumere le forme più visionarie e inconsuete rispetto all’immaginario comune. Molto legato alle culture ebraica, russa e occidentale, alla famiglia, alla spiritualità biblica, di cui una testimonianza è la tempera su masonite David and Goliath, scrisse La mia vita, un libro autobiografico in cui si evince la sua ferma volontà, fin da bambino, di diventare pittore, superando le diffidenze della famiglia. Punto nodale della sua esistenza fu l’incontro con Bella, l’amatissima moglie, che dipinse spesso insieme a lui per manifestare l’immenso amore che li legava. Dopo la sua morte ebbe altre donne, come Virginia e Vava. La quinta e ultima sezione della mostra è dedicata agli amanti e allo stato di estasi che genera l’essere innamorati. In Les amoureux à l’âne bleu (Gli innamorati con l’asino blu) del 1955 circa, la coppia viene rappresentata in un atteggiamento di grande intimità, ma in modo delicato ed elegante. La donna, vestita di rosso, colore della passione, con i seni nudi, si fa accarezzare dolcemente dall’amato, mentre un asino blu li avvolge quasi fosse un’entità tutelare del loro sentimento. Una mezzaluna dorata, emblema del sentire che si manifesta, è posta tra la coppia e un vaso con fiori rigogliosi e variopinti. Lo sfondo è nero e bianco per dare risalto alle figure. La presenza di animali colorati è ricorrente nelle opere di Chagall, che li propone come trasposizione della campagna russa legata alla propria infanzia, sempre come presenze benevole e rassicuranti, ma proposti in chiave fantastica e cromaticamente originale. Nel mito e nel simbolo l’asino non solo è cavalcatura di dei, profeti e dello stesso Gesù, ma per gli Ebrei è fondamentale nella vita religiosa, in quanto appare sostegno e aiuto, come nell’episodio di Abramo e Isacco in cui lo si vede portatore della legna che servirà per il sacrificio. Chagall afferma di dipingere con il cuore e senza condizionamenti della mente perché lo ritiene l’unica modalità che permette di fare capire agli altri i propri sentimenti. Quella del pittore-mago è una visione della realtà che trascende ogni limite e che si fa affascinare da tanti mondi diversi, come quello del circo. Ne Le Coq Violet (Il gallo viola) del 1966-1972, l’innamorato è addirittura un clown che offre un mazzo di fiori alla sposa seduta su un destriero verde che la fa galoppare intorno alla pista del circo. Ai due protagonisti fa da sfondo una scenografia circense dalle pregnanti tonalità CULTURA&GUSTO A Bologna oltre un centinaio di opere in un’esposizione che tocca tutte le espressioni dell’artista nato in Russia e poi riparato negli Stati Uniti. Un pittore che dipingeva con il cuore Irene Catarella La magia dell’amore secondo Chagall “Russian Village”, dipinto nel 1929, è il quadro che Marc Chagall, nato in Russia, ha dedicato alla sua terra d’origine. “Les amoreux à l’âne bleu” (Gli innamorati con l’asino blu), a destra, è stato realizzato nel 1955 e rappresenta una coppia in un momento di intimità con la ricorrente presenza di animali colorati. Nella pagina seguente, “Grand bouquet rouge” del 1975

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