11 Food&Beverage | settembre-ottobre 2020 Bene il Prosecco grazie anche agli Spritz, mentre paga pegno lo Champagne (-75% in Italia). A subire forti cali però, fino al 40-45%, sono anche i vini italiani per l’horeca, come vini rossi importanti e bollicine esclusivemetodo tradizionale. Questi in sintesi i dati relativi al primo semestre 2020 secondo Gianpietro Comolli, presidente dell’Osservatorio Vini e Spumanti (Ovse) secondo il quale sono cresciuti gli acquisti in Gdo del 16%, l’e-commerce ha visto raddoppiare i volumi ma non il fatturato e si è assistito alla performance dei vini a costo medio-basso e all’aumento delle vendite di vini bianchi freschi d’annata. In totale sono state consumate circa 220 milioni di bottiglie italiane fra vini, frizzanti e spumanti non consumati rispetto allo stesso periodo del 2019 per un non-fatturato di 2 miliardi, di cui 120 milioni in meno verso l’estero per una perdita di 0,8 miliardi. L’Osservatorio, in una ricerca realizzata in collaborazione con Ceves realizzata nel luglio 2020, ha analizzato il comportamento degli italiani rispetto all’acquisto e al consumo di vino nel periodo Covid (dal 9 marzo al 30 giugno) per scoprire che sono calati i consumi di vini sostenibili e più cari, mentre sono aumentati gli acquisti di vini locali facili da trovare, più pubblicizzati e anche autoctoni. I consumatori si sono orientati verso bottiglie a prezzo contenuto (10-11 euro) e verso le etichette di cantine note che evidentemente davano maggiori garanzie. Il lockdown ha portato a un aumento degli acquisti online e ovviamente alla diminuzione degli acquisti diretti in cantina, oltre che per la mancanza di eventi e fiere. Oltre alla crescita del delivery si è assistito a una diminuzione degli acquisti di Champagne sostituito dal Prosecco Superiore e Doc (spesso in abbinamento con Aperol o Campari). La forzata immobilità e la conseguente impossibilità di andare al ristorante e organizzare cene con amici ha portato gli italiani verso la rinuncia allo Champagne per un casalingo e consolatorio aperitivo. Bene i vini bianchi tranquilli di case vinicole conosciute e di annata recente e meno bene i rossi tranquilli top, le riserve e in generale l’alta gamma. In sintesi, dall’analisi di Ovse sui consumi globali in Italia dei primi 6 mesi del 2020 (più di 3 mesi in piena pandemia Covid), emerge un aumento dell’11% di vendite di bottiglie di vini nella Gdo, che rientrano nel +10% di spesa alimentare durante il periodo di limitazione; l’e-commerce è aumentato del 120%; la priorità di acquisto va ai vini prodotti più vicino a casa, ma noti; il 65% dei consumatori abituali dichiara di aver mantenuto se non aumentato il numero di bottiglie attraverso più atti d’acquisto; fra i vini tranquilli significativo calo (anche del 25-30%) dei vini rossi importanti e più blasonati come Barolo, Amarone, Brunello, Bolgheri. Stabili invece i vini biologici. Secondo l’Osservatorio Vini e Spumanti questa è la fattura della pandemia nel primo semestre. Bene il Prosecco grazie anche agli Spritz casalinghi, in calo lo Champagne Due miliardi il costo Covid per il vino italiano Federica Belvedere INDAGINI È la fascia alta del mercato che, complice la chiusura di locali e ristoranti, ha sofferto di più nella prima parte dell’anno. È il verdetto dell’Osservatorio vini e spumanti di Gianpietro Comolli che segnala la diminuzione degli acquisti di Champagne e il crescente successo del Prosecco con lo Spritz. Eccellente anche la performance del commercio elettronico, mentre accusano decrementi di vendite prestigiose etichette di rossi
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