62 Food&Beverage | settembre-ottobre 2020 TERRA MORETTI Petra 2016, autentico rosso toscano al femminile Petra, azienda al femminile del Gruppo Terra Moretti, è guidata da Francesca Moretti che ha proseguito la visione che fu di Elisa Bonaparte Baciocchi, la sorella di Napoleone che governò le zone di Piombino, Lucca e Isola d’Elba. Nei vigneti intorno a Suvereto (Li) la tenuta produce vini dalla personalità definita, non enigmatici, che si fanno veicoli di emozione e autenticità, racchiudendo il sapore del luogo da cui provengono. Alla base della filosofia produttiva c’è il rispetto della biodiversità e la riduzione al minimo dell’impatto meccanico sulle uve e sul mosto, grazie alla lavorazione per gravità. Gli acini, separati dal raspo, finiscono per morbida caduta nelle vasche di macerazione e fermentazione. Nasce così Petra, Toscana Rosso Igt, blend di cabernet sauvignon 70%, merlot 30% allevate a San Lorenzo Alto. Affinato in barrique, di cui il 25% nuove, per almeno 18 mesi, e in bottiglia per un minimo di 18 mesi, Petra 2016 ha un colore rubino con riflessi granato. Olfatto di grande ricchezza aromatica, intenso e potente nelle note di frutti di bosco, amarene in confettura, rosmarino, legna arsa, tabacco e note balsamiche di menta e speziate di cannella e pepe ad avvolgere il tutto. Assaggio sontuoso, di corpo ed eleganza, struttura e potenza. Tannini vellutati e ben integrati in una trama fresca e dall’aristocratico tratto sapido. Retrolfatto persistente, coerente, con finale speziato e balsamico. di più da settembre a gennaio con il periodo dei funghi e dei tartufi con cui trovano abbinamenti ideali. Quelli toscani, tra cui primeggiano Brunello e tagli bordolesi di Bolgheri, invece vengono richiesti tutto l’anno, anche d’estate. E poi i clienti chiedono i rossi lombardi di Valtellina, Franciacorta e Oltrepò, e il veneto Amarone della Valpolicella. Diamo spazio comunque a tutta l’Italia con etichette che inserisco anche in base alla domanda della clientela, come ultimamente, ad esempio, i rossi dell’Etna”. Spiega Cristian Brancaleoni: “Nella costruzione della carta l’attenzione è alla rappresentatività della migliore enologia mondiale, partendo dal Piemonte con Barolo e Barbaresco e gli altri vini da Nebbiolo, e poi per l’estero con Borgogna, Bordeaux e Champagne, senza trascurare tutte le nuove realtà come Germania, Austria e Spagna per le quali il cliente comincia ad essere pronto. Tra i rossi italiani la scelta ricade sulla Toscana, viene richiesto il Chianti per la sua notorietà e per i premi presi recentemente anche se non c’è una conoscenza dettagliata delle diverse Denominazioni. Molto in voga sono i rossi trentini e altoatesini per la loro bevibilità”. In sala è cruciale il ruolo del sommelier a cui i clienti si affidano soprattutto di fronte a carte ricche come quella diDel CambioeDa Vittoriocon le sue 1.500 referenze a cui si aggiungono in cantina 600 annate giovani per invecchiamento. Aggiunge il sommelierDel Cambio : “Raramente i clienti scelgono a colpo sicuro: il nostro ruolo è quello di capire il gusto dei commensali per indirizzare la scelta su una etichetta della nostra vasta carta che li soddisfi e renda piacevole l’esperienza. Anche per quanto riguarda l’annata c’è poca attenzione, se non da parte di pochi appassionati e conoscitori. Siamo noi a scegliere tra i diversi millesimi, a seconda di Per molti ristoranti top con carte dei vini adeguate rimane fondamentale la figura del sommelier che aiuta i clienti a orientarsi nella scelta delle etichette. Toscana e Piemonte prevalgono sulle altre regioni nelle carte dei ristoranti più importanti, ma si fanno avanti, grazie anche alla loro indiscussa qualità, vini del Sud d’Italia, dai siciliani ai pugliesi ai campani. Accanto, la suggestiva cantina Petra, del Gruppo Terra Moretti, firmata dall’architetto Mario Botta, a Suvereto SPECIALE
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