N°131 Settembre Ottobre

82 Food&Beverage | settembre-ottobre 2020 La zona è quella dell’Alta Tuscia, periferia della provincia viterbese, autentica, defilata, un po’ misteriosa, a metà strada tra il Tirreno e il lago di Bolsena. Disseminata sì di boschi, forre, ulivi e noccioleti silenziosi, ma assai poco nota ai vari Trivago & co. L’influencer (ante litteram) nonna Marfisa, energica ava, seppe legare con amore la sua famiglia, quella dei Clarici, e relativi discendenti al territorio, riunendoli tutti nella casa di campagna vicino Farnese. Al punto da trasformare, negli anni, una passione familiare in nuova attività. “Ci siamo chiesti: perché non costruire un ambiente di totale relax, dalle atmosfere autentiche, uguali a quelle che abbiamo vissuto noi? -spiega Nathalie Clarici, nipote di Marfisa- E così è stato. Con papà Bruno, suo nipote Marco e mio fratello Riccardo abbiamo acquistato nel 2009 dei terreni adiacenti al vecchio podere. Perché il desiderio era far rivivere quel clima di famiglia”. E così su queste quiete colline a 40 minuti da Viterbo, un’ora e mezza da Roma, sorgono prima un’azienda agricola e poi nel 2016 un wine relais con spa intitolati, neanche a dirlo, all’amata progenitrice. Seguiti nel 2018 dal locale gourmetOsteria Unicorno : per ricordare che la zona per oltre un secolo (1537-1649) fu il potente Ducato dei Farnese, di cui l’ unicorno è uno dei simboli araldici. Un’attività nata sull’onda delle emozioni: visto che gli esperti sconsigliavano l’impresa, considerata la zona poco battuta dal turismo e tradizionalmente restia a ogni novità. “Invece abbiamo azzardato, guidati dal cuore, e non c’è stato marketing che tenesse -spiega ancora Clarici- I risultati ci stanno dando ragione: in quest’estate post-pandemia abbiamo registrato un incremento di presenze del 60% rispetto allo scorso anno”. A fare la differenza una country house accogliente, con 12 suite (ricavate dagli alloggi rurali) dai bei pezzi di design, immerse nei 23 ettari della tenuta, tra uliveti, filari di vigne e piscina a vista. Ma anche una spa con vasca a 34°C, dove scordarsi, tra saune e massaggi, le inquietudini urbane. Comprese quelle legate ai contagi: visto che il comune di Farnese è risultato Covid free. Così, alla spicciolata, i clienti hanno affollato questo inaspettato buen ritiro, arrivando anche da Siena e Arezzo, oltre che dall’Urbe. Attirati anche molti biker, grazie alla formula Marfisa cycling, con soggiorni cicloturistici e bici a pedalata assistita. Comprensivi persino di lavanderia ad hoc per le divise sportive. Perché di giri da fare in zona ce n’è un’infinità: valga per tutti il tour alle rovine di Castro, la capitale del Ducato, che Innocenzo X non esitò a radere al suolo a metà ’600 quando lo strapotere dei Farnese divenne insostenibile. Last but not least , alPodere Marfisavale la pena mangiare: perché a regnare all’ Osteria Unicorno , di Rossella Cerulli RELAIS Al Podere di Marfisa il cuore batte il marketing In una zona al di là dei consueti itinerari turistici un’avventura familiare arriva al successo. Un buen retiro nel segno della nonna, della spa e della cucina atipica di Maria De La Paz Il Podere di Marfisa si trova a 40 minuti da Viterbo. Nasce come azienda agricola, poi nel 2016 arriva il wine relais con la piscina. A tutto questo nel 2018 si aggiunge anche l’Osteria Unicorno per ricordare uno dei simboli araldici del Ducato dei Farnese

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