94 Food&Beverage | settembre-ottobre 2020 Una mostra realizzata sotto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Siciliana, del Comune di Noto, organizzata da Sicilia Musei, propone alcuni degli artisti siciliani che nel Novecento si distinsero per il loro stile, scelti da Vittorio Sgarbi che ha nobilitato la Sicilia del XX secolo sottolineando come, sia in letteratura sia nelle arti figurative, abbia dato il proprio contributo nel delineare l’identità prevalente della cultura italiana con i suoi scrittori e i suoi artisti. Novecento. Artisti di Sicilia da Pirandello a Guccione rimarrà aperta fino al 30 ottobre nelConvitto delle Arti Noto Museumdi una delle più belle città barocche dell’isola: Noto (Sr). Oltre 180 opere mettono in luce anche personalità nascoste, ma dal talento innegabile e sorprendente e offrono una lettura complessiva dell’arte siciliana, presentata come eclettica, ma con un quasi predominante filo conduttore, quello del realismo e della predilezione per la figurazione. Notevole la presenza di pittrici, come Lia Pasqualino Noto e Pina Calì. Collezionista d’arte e gallerista, nonché raffinata artista e amica di grandi personaggi illustri del secolo, la palermitana Pasqualino Noto fondò, insieme a Renato Guttuso, Giovanni Barbera e Nino Franchina, ilGruppo dei Quattroche protestavano contro l’accademismo classicheggiante, preferendo il mutamento all’allineamento. In mostra è possibile visionare uno dei suoi capolavori, ilRitratto di donna Lella Leotta Chiozza di Loano con il figlio Giorgionel quale sullo sfondo dicotomico del nero e di un paesaggio che si scorge da una finestra si staglia la figura quasi sospesa dallo sguardo fuori dal tempo e dallo spazio della donna, che anche in questa dimensione di non-tempo si presenta come madre che non dimentica il suo bambino, tenendolo per mano. Il figlio Giorgio, anch’egli come la madre rappresentato con un’anatomia tondeggiante, osserva la donna, quasi a volere condividere con lei questa dimensione irreale. NotevoleRagazzi sedutidel 1934, opera della pittrice originaria di Casteldaccia Pina Calì. La capacità dell’artista di rappresentare la tipica malinconia siciliana che racchiude quella forza vitale pronta a esplodere improvvisamente trapela dai due ragazzi seduti in riva al mare, che sembrano riecheggiare la filosofia gattopardesca di Tomasi di Lampedusa. Una pittura, la sua, fondata sull’emozione del colore più che sul disegno, come afferma Vittorio Sgarbi. Bellissima la cromaticità del dipinto in cui il blu la fa da padrone con le diverse sfumature del cielo, del mare e dell’abbigliamento della ragazza; anche il bianco della camicia del ragazzo colpisce per la capacità dell’artista di rendere ombre e luce del CULTURA & GUSTO Il famoso critico d’arte ha raccolto a Noto le principali opere degli artisti siciliani. Oltre 180 dipinti con grande presenza di donne fino alla celeberrima “Vucciria“ di Renato Guttuso Irene Catarella La Sicilia del Novecento secondo Vittorio Sgarbi “I ragazzi seduti” di Pina Calì, che ha voluto rappresentare la malinconia siciliana che racchiude una forza vitale pronta a esplodere come quella nei due ragazzi seduti in riva al mare. A destra, il “Ritratto di donna Lella Leotta Chiozza di Loano con il figlio Giorgio” di Pasqualina Noto. Nell’altra pagina, “Nudo femminile” di Salvatore Gregorietti
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