17 Food&Beverage |febbraio-marzo 2021 Nel 2020 spicca la qualità dell’Albana, ma in generale ci sono grandi aspettative anche per il Sangiovese e le nuove sottozone. Le iniziative del Consorzio Vini di Romagna a sostegno dell’horeca Albana e Sangiovese raccontano la Romagna eccellente Barbara Amati CONSORZI Il Consorzio Vini di Romagna, che riunisce 114 aziende vitivinicole, ha varato una serie di iniziative promozionali dedicate anche ai consumatori per far loro scoprire paesaggi di grande bellezza, con rocche e piccoli borghi, il cui comun denominatore è il vino e il cibo. Nella foto al centro, Ruenza Santandrea, presidente del Consorzio C’è qualcuno a cui il 2020 ha strappato un sorriso. È il Consorzio Vini di Romagna che annovera il 60%dei vigneti dell’intera regione e ha definito come “buona e giusta” la vendemmia 2020, in realtà una delle più belle di sempre per la Romagna. “A fronte di produzioni quantitativamente scarse rispetto alla media, sono state raccolte uve molto sane e di qualità ottima -sottolinea Filiberto Mazzanti, storico direttore del Consorzio- I bianchi hanno sofferto per il grande caldo di agosto, a eccezione dell’Albana che, con la sua rusticità e acidità spiccata, ha saputo resistere alle avversità. Per i vitigni rossi c’è stata una forte accelerata nella maturazione delle uve e dei tannini che ha portato a raccogliere grappoli maturi”. “La qualità dei vini promette di sorprendere”, sorride Ruenza Santandrea, da maggio scorso presidente del Consorzio che riunisce 114 aziende vitivinicole, di cui 7 cantine cooperative, 5 imbottigliatori e 102 produttori vinificatori. Obiettivo del Consorzio è valorizzare in maniera forte i vini che hanno nella Denominazione Romagna il brand più importante che si declina nelle varie Doc (Sangiovese in primis) e Docg (Albana) e nelle diverse sottozone. Le sottozone del Romagna Sangiovese, inserite nel disciplinare di produzione nel 2011, se passerà la nuovamodifica si arricchiranno di ulteriori tre sottozone, una a Imola e due nel riminese. La Romagna, infatti, vanta una varietà di territori e di sottozone estremamente sfaccettata che esprime vini molto diversi e riconoscibili spesso di qualità molto elevata, in particolare nella tipologia Riserva. “Non bisogna dimenticare il legame storico che esiste fra Romagna e sangiovese -spiega Ruenza Santandrea- un vitigno che è antico almeno quanto quello che c’è in Toscana, con la differenza che mentre i vini toscani a base di sangiovese si chiamano Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Morellino di Scansano, in Romagna si chiamano Sangiovese. Il nome del vitigno è prevalente e la tradizione è da sempre quella di vinificarlo in purezza”. I romagnoli dunque, sono stati i precursori di un legame vino-vitigno che oggi appare sempre più importante, come anche sono stati tra i primi a puntare sulla vinificazione in purezza, sebbene il disciplinare consenta l’aggiunta del 15% di altri vitigni. Vini che sono indirizzati anche all’horeca, un settore a cui il Consorzio guarda con interesse e per il quale sta studiando attività a supporto della ristorazione. Tra le iniziative che coinvolgono anche i ristoranti c’è il sito Cartoline dalla Romagna rivolto a turisti e consumatori che permette di creare tour personalizzati. Il portale www.cartolinedallaromagna.it affianca il sito istituzionale del Consorzio e riunisce in una mappa 100 cantine, i punti culturali d’interesse, quasi 200 ristoranti e 80 botteghe artigianali. Vini Dop raccontano. La Romagna che ti sorprende è invece un percorso di riflessione sul valore, l’identità, il ruolo e il racconto dei vini Dop che troverà realizzazione concreta attraverso iniziative, eventi e strumenti dedicati. Vini ad Arte, l’evento più importante organizzato dal Consorzio, da quest’anno cambierà data e sarà posticipato al 27-30 agosto.
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