72 Food&Beverage |febbraio-marzo 2021 Dalla valle dell’Adige, su su fino a Madonna di Campiglio, lungo la strada percorsa a fine ’800 dall’imperatrice Sissi (che della località fece il suo buen ritiro) e dai primi scalatori inglesi. Passando per la Valle dei Laghi, l’area delle Giudicarie e risalendo l’intera Val Rendena. Un percorso storico-turistico? Non solo. Una via di transito per i patiti del circo bianco? In parte. Il tragitto, infatti, è anche un itinerario gourmet, costellato di produzioni (a volte) poco note. Spesso frutto di peculiarità climatiche abbinate a sapienze montanare. “Il turista moderno sceglie una meta per una serie di motivazioni, tra cui anche l’offerta gastronomica -spiega Alberto Schiavon, campigliano Doc, imprenditore alberghiero e grande promoter del territorio- E se non c’è il food in quel posto non ci va. Il ristorante Mildas di Pinzolo, ad esempio, da vent’anni propone lo stesso menu con piatti della tradizione e vanta un’affezionata clientela milanese. Un chiaro segno di attenzione per le tipicità locali”. Ma quali sono le zone da non perdere e i foodies più golosi? Masi di Sorni, Lavis, località affacciata su quel grande vigneto che è la Piana Rotaliana, nel cuore della valle dell’Adige. Qui Devis Cobelli conduce con i fratelli l’azienda Eredi di Cobelli Aldo (cobelli.it). Perché, grazie al mix tra microclima e terreni alluvionali, qui prosperano le vigne di teroldego (da tiroler gold, Oro del Tirolo), che danno vita all’omonimo rosso, vino della piccola Doc Trentino Sorni. Cobelli, secondo cui “per fare un vino buono occorrono passione, territorio e olio di gomito”, ne produce uno ottimo, il Grill, insieme a una strepitosa Nosiola, bianco di grande bevibilità, frutto dell’omonimo vitigno, unico autoctono a bacca bianca del Trentino. Tornata di moda, vale la pena degustarla al maso Cobelli (è un agriturismo, si può anche dormire), in un’atmosfera accogliente: Devis racconterà volentieri come muoversi sul territorio. Magari per gustare i tartufi del posto, scovati da un agronomo di Padergnone, Alessio Walzl: il quale, scoperto come nella Valle dei Laghi nel 1600 gli abitanti di Ranzo pagassero le tasse sotto forma di “truffoli”, si è messo sulle tracce dei preziosi tuberi. Con successo: visto che nel 2017 Walzl ha scoperto delle tartufaie naturali di tuber melanumsporum, Nero Pregiato dagli aromi persistenti, frutto delle basse temperature e dei terreni sabbiosi. Trasformandosi così in tartufaio di montagna, unico in tutto il Trentino (facebook Tartufi Toblino). La Valle dei Laghi, lontana dalle coltivazioni intensive, Vino, distillati e carne i tesori della Val Rendena TRENTINO Un percorso gourmet con una offerta gastronomica di eccellenze da far conoscere e valorizzare, che comprende anche trote, erbe di montagna, tartufi, miele e yogurt biologico Rossella Cerulli La Val Rendena si trova in Trentino, racchiusa fra l’Adamello e il Gruppo del Brenta. Sopra, i fratelli Cobelli che conducono l’azienda Eredi di Cobelli Aldo con annesso agriturismo: producono vini della piccola Doc Trentino Sorni tra cui un’ottima Nosiola
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