N°134 Febbraio Marzo

92 Food&Beverage |febbraio-marzo 2021 Cucina bistellata e poliedrica al Brunelleschi Hotel FIRENZE Unhotel dabest seller entrato nella letteratura grazie alla celebre penna di Dan Brown, che cita il Brunelleschi Hotel sia nel libro Inferno, sia nel Codice da Vinci. Sicuramente la facciata è unica, caratterizzata dalla torre bizantina a sezione circolare, senza eguali nel centro di Firenze. Ma non ci si può fermare al colpo d’occhio: cucina stellata, anzi, bistellata, premiata dalla Guida Michelin 2021, camere con panorama mozzafiato, questo e molto altro offre il Brunelleschi Hotel. L’ingresso si trova in un’accogliente piazzetta del centro storico, uno degli angoli più nascosti della città, malgrado sia attorniato dalle vie dello shopping e a due passi dal Duomo, da Palazzo della Signoria e dalla Galleria degli Uffizi. L’albergo è stato di recente rinnovato con l’obiettivo di creare un’immagine ottocentesca che attraversasse il tempo e arrivasse fino a oggi armonizzandosi con le necessita e i gusti contemporanei. Per questo l’arredo e caratterizzato da una commistione di pezzi di antiquariato e mobili su misura, oltre a interventi moderni, come la scala di vetro, abbinata con audacia al pavimento antico in cocciopesto. Unmelange di epoche e interventi che partecipa alla storia dell’edificio rendendolo unico. Firenze è protagonista nell’interior design: le pareti sono decorate da quadri con elaborazioni di importanti e celebri monumenti e la porta di vetro del bagno e rivestita da un disegno di dettagli della Cappella dei Pazzi progettata dal Brunelleschi. I colori dominanti sono il bianco e il grigio del Rinascimento fiorentino, riflessi nella pietra dei corridoi e del nuovo camino in pietra serena, alla ricerca di una memoria storica da inserire negli ambienti. Dalla hall si accede all’Osteria della Pagliazza e al Tower Bar. All’Osteria fa da padrona una cucina tipica toscana a base di prodotti di stagione provenienti dal territorio circostante. Nel periodo estivo è possibile cenare all’aperto nella suggestiva piazzetta antistante l’hotel o anche solo godersi un drink. Ma oltre alla più informale Osteria della Pagliazza situata al pianterreno, l’offerta gastronomica s i dec l ina a l ristorante Santa Elisabetta, uno degli indirizzi più interessanti della città, ancor più oggi che si è aggiudicato due stelle Michelin, dopo un solo anno dal conseguimento della prima stella. “Un doppio riconoscimento che premia gli sforzi della proprietà che ha sempre creduto e investito nel progetto di una ristorazione di qualità per il Brunelleschi Hotel”, è il commento del general manager Claudio Catani. Il Santa Elisabetta si trova al primo piano della torre bizantina, da cui si gode della vista su un affascinante scorcio della città, quello sulla piccola e intima piazza Santa Elisabetta. La sala è speciale, con una forma circolare e pareti di pietra, caratterizzata da una sobria eleganza: conta solo sette tavoli. Dal 2017 la cucina è saldamente nella mani di Rocco De Santis, che segue tutta la gastronomia dell’albergo, la cui esperienza professionale è legata innanzitutto a Gennaro Esposito, ma anche ad altri chef con cui ha collaborato successivamente: Pino Lavarra, Georges Blanc, Andrea Aprea, Luca Mazzola e Pierfranco Ferrara. Nel menu emerge la Campania, regione d’origine dello chef, oltre a tanta tradizione del ricordo: piatti dell’infanzia alleggeriti e modernizzati, ma soprattutto interpretati all’insegna del sincretismo con la cucina toscana. Non meno importanti gli omaggi dello chef a Firenze. La cucina di De Santis si concentra sull’essenziale: ogni piatto gioca su un unico ingrediente centrale, intorno a cui ruotano altri due o tre prodotti in un sorprendente gioco di sapori. Le proposte spesso vivono di piacevoli contrasti: tra acidità e dolcezza, tra cotto e crudo, tra sapidità e leggerezza. Il risultato è un’offerta poliedrica di piatti, frutto di un concentrato di tecnica, idee sempre nuove, esperienza e contaminazioni che vanno Il ristorante dell’albergo situato nel cuore di Firenze guadagna la seconda stella Michelin. Lo chef Rocco De Santis mixa i piatti campani della memoria con le proposte del territorio toscano Giulia Marcucci L’hotel fiorentino si trova nel centro storico della città. In estate è possibile anche cenare nell’intima piazzetta Santa Elisabetta. Oltre all’informale Osteria della Pagliazza al pianterreno, l’offerta gastronomica comprende il ristorante Santa Elisabetta che oggi vanta due stelle Michelin. In alto, Animella di vitello glassata, carote, melograno, tartufo nero Calugi

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