16 Food&Beverage | aprile-maggio 2021 “Lapersonalitàdei vini di Quercetodi Castellina nasce da un terroir naturalmente predisposto alla viticoltura. Questo favorevole contesto ci ha consentito di impostare da subito il lavoro in vigna e in cantina secondo i principi dell’agricoltura biologica e dell’ecosostenibilità”. Jacopo Di Battista mette subito in chiaro che in questo territorio di confine tra Castellina in Chianti e Radda, nel cuore del Chianti Classico, ricco di biodiversità e isolato da tutto, circondato da boschi e uliveti, l’obiettivo è produrre vini territoriali, riconoscibili, eleganti, che abbiano una forte personalità. Per far questo si cerca di preservare il frutto originario durante tutto il processo di trasformazione dell’uva, amplificando l’intensa percezione del luogo di origine. Non ha tentennamenti Di Battista, sicuro dei suoi obiettivi come quando, alla fine degli anni ’90, dopo avere lavorato nel turismo in giro per il mondo decise di dedicarsi all’azienda di famiglia, di proprietà dal 1945 e i cui vigneti erano stati dati in gestione. Così si è occupato del reimpianto e della costruzione della cantina, e nel 1998 ha imbottigliato la prima annata del vino con il marchio Querceto di Castellina. Oggi tutta la famiglia è attivamente impegnata in azienda, dove è anche presente un suggestivo complesso agrituristico nato dalla ristrutturazione del borgo del ’400. Sei i vigneti: Belvedere, Poggio, Campocorto, Campolungo, La Fonte e Livia, tra i 400 e i 500 metri sul livello del mare, su terreni rocciosi di medio impasto, con marna calcarea e ricchi di minerali che donano una spiccata sapidità ai vini; per l’80% sono coltivati a sangiovese, seguito dal merlot e poi da cabernet franc, viognier e roussanne in piccola parte. Il Belvedere è il vigneto principale ed è anche qui che nascono le uve sangiovese che danno vita al Chianti Classico L’Aura (dal nome della madre di Jacopo). Il 2018 è figlio di un’annata armoniosa: ha colore rosso rubino brillante, aromi di frutta rossa, mirtillo rosso, ciliegia e lampone, di radice di giaggiolo, violette, pepe; di medio corpo, ha un’elevata acidità e bei tannini, bilanciati da frutti opulenti. Presentata in anteprima anche l’annata 2019, ancora giovanissima ma che svela grandi potenzialità. Nasce nel vigneto Belvedere anche il cru di Querceto di Castellina, Sei Chianti Classico Gran Selezione di cui è sul mercato l’annata 2017. Dal colore rosso rubino intenso, ha profumi di fiori di cappero, foglie di fico cotte al sole, fichi maturi e ciliegie marasche con la loro dolcezza matura, temperata da erbe salate come nepitella e origano. I tannini sono fermi ed eleganti, il finale è lungo. Molto interessante è anche Podalirio Igt Toscana 2017, un Merlot fresco e fuori dal comune, ma classicamente morbido e facile da bere. I tannini sono vivaci e densi, l’acidità ben tesa contribuisce a un senso di leggerezza. Jacopo Di Battista ama sperimentare e distinguere i propri vini anche con vitigni come viognier e roussanne che hanno dato vita al blend Livia Igt Bianco, un vino che esce dagli schemi, ben strutturato, fresco, dai profumi esotici. L’azienda, che produce 45 mila bottiglie di cui esporta l’80% e che ha nella propria cifra stilistica la freschezza, ha in serbo ancora tante sorprese… La casa vitivinicola di Castellina punta a ottenere vini territoriali e riconoscibili con attente pratiche in vigna e in cantina. Come L’Aura e la Gran Selezione Sei Il terroir di Querceto firma vini di personalità Barbara Amati CHIANTI CLASSICO Il Chianti Classico L’Aura 2018 e il Chianti Classico Gran Selezione Sei 2017 sono tra le proposte più rappresentative di Querceto di Castellina, azienda biologica che si trova in un territorio naturalmente predisposto alla viticoltura, isolato e ricco di biodiversità
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