49 Food&Beverage | aprile-maggio 2021 continua da tenere d’occhio? “Se fosse stato per loro avrebbero mangiato pasta tutti i giorni (invece che a giorni alterni), gli spaghetti pomodoro e basilico scatenavano tutti. No al buffet, le pietanze venivano servite impiattate e quindi le dosi le decidevo io. Ognuno aveva un suo peso forma, a seconda dello sforzo fisico: e se i grinder (gli atleti chiamati a pompare sui sistemi idraulici del monoscafo Ac75 perché questo possa librarsi in volo grazie ad alette e foil basculanti, ndr) mangiavano un po’ di più, il timoniere Checco Bruni o il randista e stratega Pietro Sibello dovevano stare più attenti. È una questione di bilanciamento. Ma devo dire che sono stati tutti molto bravi nell’autoregolarsi: del resto parliamo di atleti abituati a seguire particolari regimi e non è un caso se alla base non ci fosse un nutrizionista. Esigenze particolari? Abbiamo sempre studiato qualcosa ad hoc. James Spithill, il co-timoniere australiano, ad esempio, mangia pasta di farina di mais e adora la carne. Ma in generale sono stato fortunato, tutti hanno apprezzato la semplicità”. Risultato non facile, visti i tanti dialetti parlati sotto le vele della Luna, dal palermitano al ligure, passando per l’emiliano, il trentino e il napoletano. Tante regioni, tanti gusti? “Ho cercato di accontentare tutti -risponde Sanna- preparando risotti alla milanese, cacio e pepe, spaghetti aglio e olio e malloreddus alla campidanese. I piatti che mi sfiziavano di più? I Paccheri al profumo di mare con i filetti di scorfano, un pochino più laboriosi, e i Filetti di spigola con panura di erbette e agrumi. Ma devo dire che mi sono divertito tutti i giorni, anche nei momenti di stress: l’importante era studiare piatti realizzati a regola d’arte, con un servizio fatto bene in ogni occasione”. Insomma, una battaglia navale che sarà utilissima per il futuro: anche perché Sanna rimane al momento chef di Luna Rossa a tempo indeterminato. Nessun sogno di locali, magari gourmet (pandemia permettendo), di là da venire? “Io penso occorra saper fare tutto –chiosa- Compreso il saper valutare dove si apra un locale: e unmenu gourmet difficilmente può funzionare in piccoli centri…”. Lo chef di Luna Rossa aveva anche il compito di controllare le porzioni. Perché a seconda del ruolo in barca, i membri del team avevano una dieta differente dal punto di vista quantitativo. Sanna ha cercato di accontentarli con tanti piatti tipici, dal Risotto alla milanese alla Cacio e pepe fino a proposte più elaborate come i Filetti di spigola con panura di erbette e agrumi. Ma su tutti vincevano gli Spaghetti pomodoro e basilico
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