63 Food&Beverage | aprile-maggio 2021 CASALE DEL GIGLIO Radix 2016 e Antinoo 2019must dell’Agro Pontino Produzioni di alto livello, caratterizzate dal giusto rapporto qualità-prezzo, in territori ancora poco conosciuti dal punto di vista del loro potenziale viticolo di qualità: è questo l’obiettivo di Casale del Giglio. Così, l’azienda, creata nel 1967 da Dino Santarelli affascinato dall’Agro Pontino, a Le Ferriere inprovincia di Latina, ha sviluppato negli anni un intenso programma di ricerca e sperimentazione su 180 ettari di vigneto volti all’introduzione di cultivar caratterizzate da un alto grado di interazione qualitativa con il territorio, con un’attenzione particolare alla valorizzazione di vitigni autoctoni, un tempo desueti, attraverso pratiche agronomiche ed enologiche più mirate ed efficaci. È il caso del bellone, varietà antichissima conosciuta e coltivata principalmente nel Lazio, a partire dai Castelli Romani fino ai Monti Lepini. Intuendone il potenziale, l’enologo dell’azienda, Paolo Tiefenthaler, decise di testare la longevità del Bellone sperimentando sia un invecchiamento in botte che, per la prima volta in azienda, un periodo di affinamento in anfora e poi in bottiglia. Nasce così il progetto Radix-Bellone Riserva che permette di ottenere un grande bianco da invecchiamento di notevole complessità e struttura; l’annata 2016 ha consentito di ottenere un vino molto longevo. Dopo la pressatura soffice e la fermentazione alcolica, il Bellone resta a contatto con le fecce nobili in tonneau per circa due anni, senza svolgimento della malolattica. Al termine di tale periodo, è previsto un passaggio in anfora per nove mesi dove il Bellone può respirare, recuperando, molto lentamente, piccole porzioni di ossigeno che gli restituiranno un equilibrio perfetto, prima di affrontare l’affinamento in bottiglia per sei mesi. Radix-Bellone Riserva 2016 ha colore giallo paglierino carico brillante, tendente al dorato; il naso è intenso e persistente, con note di fiori gialli e aromi mediterranei, di pesca e frutti esotici. In bocca è pieno, centrale e persistente, grazie alle eccellenti sapidità e mineralità; si avvertono sentori mentolati e resinosi dovuti all’evoluzione del tannino. È un vino complesso, ma insieme di ottima beva, destinato a grande longevità. Antinoo, giovane greco di straordinaria bellezza, favorito dell’imperatore Adriano, di cui fu rinvenuto nel 1907 un bassorilievo a poca distanza dall’azienda, ha dato il nome a questo bianco, blend di viognier (due terzi) e chardonnay. I mosti delle due varietà maturano separatamente in tonneau, mentre una piccola frazione di Chardonnay matura in barrique di rovere. Da settembre a fine marzo si susseguono i bâtonnage; segue un periodo di affinamento in bottiglia per 6-12 mesi. Antinoo 2019 ha colore giallo con riflessi dorati; al naso è elegante, complesso, con predominanza di fiori gialli, di acacia e di ginestra. In bocca si distingue per la sua traccia salina e minerale molto persistente che si addolcisce nel finale. A Le Ferriere, Antonio Santarelli e l’enologo Paolo Tiefenthaler hanno sviluppato un intenso programma di ricerca volto all’introduzione di cultivar con un alto grado di interazione qualitativa con il territorio. Nascono così due bianchi affinati in legno: Radix Bellone Riserva 2016, pieno, centrale e persistente, e Antinoo 2019 che si distingue per la traccia salina e minerale che si addolcisce nel finale
RkJQdWJsaXNoZXIy NTUwOQ==