18 Food&Beverage | giugno-luglio 2021 UOMINI&VIGNE CONSORZI Marcolini presidente della Doc Friuli Aquileia Roberto Marcolini è il nuovo presidente del Consorzio Doc Friuli Aquileia. Marcolini, direttore della Tenuta Ca’ Bolani, è stato eletto all’unanimità e sarà affiancato da due vicepresidenti, il riconfermato Francesco Tarlao, dell’azienda Tarlao, e la new entry Valentina Bertossi del Mulino delle Tolle. Il Consorzio, fondato nel 1976, comprende gran parte delle aziende agricole vitivinicole della zona. Fra i suoi compiti ci sono la tutela e promozione della Doc, l’assistenza e la collaborazione con enti pubblici e privati. Il Consorzio fa parte del Consorzio delle Doc-Fvg, costituito dai Consorzi di Tutela Vini Friuli Annia, Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Friuli Grave, Friuli Isonzo e Friuli Latisana, che si pone l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il Friuli Venezia Giulia come una regione vocata a una produzione enologica di qualità, e da Eviq, Ente vini di qualità, associazione dei Consorzi della Provincia di Udine che si prefigge di promuovere e tutelare lo sviluppo del vino e del suo territorio. CLONI Il Vcr421Mastroberardino tra i vitigni storici Il clone di Aglianico di origine prefillosserica denominato Vcr421 AntonioMastroberardino è stato inserito nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Un motivo di estrema soddisfazione per l’azienda irpina: “È il coronamento del lungo lavoro di mio padre Antonio che per anni portò avanti un progetto ambizioso con il primario obiettivo di recuperare le caratteristiche originarie dei vitigni storici della Campania Felix”, commenta PieroMastroberardino, decima generazione alla guida della cantina. È all’inizio del nuovo millennio che l’azienda avvia una collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, ponendosi come traguardo quello di individuare, classificare e infine registrare antichi cloni di aglianico sopravvissuti alla fillossera. Il riconoscimento, sottolinea Piero Mastroberardino, non è la tappa finale, ma semplicemente un fondamentale punto di svolta: Redimore, Irpinia Aglianico Doc, è infatti il primo risultato della vinificazione in purezza di questo antico clone rimesso in campo, una traccia importante per proseguire il lavoro di ricerca e sperimentazione sulle radici della viticoltura irpina. PREMI A Simone Molé la Diageo World Class SimoneMolè, general manager del Neo di Cefalù, è stato proclamato miglior bartender d’Italia. Molé si è imposto nella Diageo Reserve World Class 2021. La finale nazionale si è tenuta al Drink Kong di Roma e ha visto sfidarsi tre finalisti provenienti da tutt’Italia. Come ogni anno i bartender si sono confrontati con i prodotti Reserve, la gamma di distillati del portfolio luxury di Diageo che comprende il gin Tanqueray No. Ten, il whisky Johnnie Walker, Bulleit Bourbon, la vodka Ketel One, il rum Zacapa e la tequila Don Julio. Nato a Modica nel 1990, Molè ha battuto gli altri concorrenti superando brillantemente prove di creatività e tecnica che hanno messo in luce tutto il suo savoir-faire e l’abilità dietro al bancone. In finale Simone si è imposto nella prova a tempo con dieci minuti per cinque classici e nella sfida che ha richiesto la realizzazione di un drink a base di Tanqueray No. Ten e due ingredienti a scelta collegandolo a una città, un mood e una canzone. SELEZIONI Tinazzi, una linea bio dal Veneto alla Puglia Tinazzi, gruppo di cantine con sede a Lazise e produzioni in Veneto e Puglia, propone un’intera linea di vini biologici dedicata al mercato internazionale. È composta da 10 vini che nascono dalla selezione delle migliori uve provenienti da agricoltura biologica: Cabernet Trevenezie Igp, Merlot Igp Trevenezie, Corvina Verona Igp, Pinot grigio delle Venezie Dop e Garganega Igp in Veneto e Primitivo Puglia Igp, Negroamaro Puglia Igp, Rosso Puglia Igp, Chardonnay Puglia Igp e Malvasia Bianca Igp in Puglia. Il packaging, con tappo stelvin, richiama la natura: gli animali scelti per le etichette sono le farfalle per i vini pugliesi e gli uccelli per i veneti. Per la linea veneta i nomi ricordano quelli dei volatili in dialetto veneto come Tordina, o Franguel, mentre per la linea pugliese derivano dalla storia della regione, come Pipièle, Mamajànna e Furèse.
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