N°136 Giugno Luglio

66 Food&Beverage | giugno-luglio 2021 soggetti che raggiungerebbero così, tra vini rosa fermi e spumanti, una massa critica tale da potersi confrontare con le produzioni in rosa di Provenza e Languedoc Roussillon, prima regione produttrice di rosati in Francia e nel mondo. Il Prosecco Rosé Doc Millesimato, come già nella storia della recente Denominazione, è entrato in scena da subito con numeri importanti. In sei mesi di vita, da quando è stato riconosciuto con pubblicazione nella Gazzetta ufficiale italiana e poi europea, sono stati imbottigliati e certificati oltre 47 milioni di bottiglie, 6 milioni e 400 mila solo in maggio. Un successo andato oltre le aspettative, fondato sulla piacevolezza originaria del Prosecco arricchita dalle note eleganti del pinot nero che accompagna la glera nel rosé per un massimo del 15%. Un connubio vincente per la sinergia tra i due fenomeni che hanno dominato le tendenze negli ultimi anni: il successo delle bollicine e dei vini rosa. “Il trend positivo per i vini rosa data alcuni anni e ha avuto origine in Costa Azzurra, dove da Cannes a Saint Tropez i vini rosa provenzali hanno sempre avuto un posto di rilievo -ricorda Walter Meccia, Head Sommelier del Four Seasons di Firenze e attento osservatore delle tendenze nel mondo del vino- Similmente alle bollicine sono diventati simbolo di occasioni conviviali e gioiose, rimandano ai momenti spensierati tipicamente estivi”. Che si tratti di spiagge o di piscine, di bei paesaggi magari colorati dal tramonto, rappresentano uno stile di vita fatto di eleganza, fascino e libertà. “Una percezione, questa, colta appieno dal marketing e dal packaging di vini che molto spesso non hanno un netto collegamento con altri prodotti della stessa Il mondo del rosato si è fatto negli anni più complicato. Nel senso che, visto l’arrivo di numerose nuove etichette, ci vuole più attenzione per orientarsi in un mercato che propone differenti tipologie di prodotti, anche molto particolari come Rame di Collavini SPECIALE  COLLAVINI Rame, intenso blend di pinot e refosco “Eugenio Collavini viticoltori in Friuli dal 1896”, così recita una delle più antiche etichette nate nel Collio, in Friuli Venezia Giulia. E inizia in quell’anno la storia enologica della famiglia Collavini, ma è nel 1980 che l’azienda si posiziona ai vertici della notorietà con la Ribolla Gialla Spumante, frutto di un’attenta ricerca e di un originale e tuttora esclusivo metodo, detto metodo Collavini. Regista di questa rivoluzione è Manlio Collavini che ancora oggi, con i figli Luigi e Giovanni, conduce la sua casa-azienda a Corno di Rosazzo (Ud): “Ho sempre creduto nei vitigni autoctoni e antichi che permettono di ottenere vini con una forte personalità difficilmente ripetibili in altri territori”. Così, procedendo sulla strada dell’innovazione nella tradizione, Collavini non trascura nuove avventure enologiche e propone Rame Igt Venezia Giulia, blend di pinot e refosco dal peduncolo rosso vinificato in rosa. Dopo la raccolta a mano le uve vengono lasciate a macerare sulle bucce per un tempo sufficiente a conferire al vino un color ramato, mentre quelle di refosco sono lasciate a macerare per un “istante” prima della pressatura soffice per ottenere un delicato colore rosato. Segue la fermentazione in acciaio. Rame ha il caratteristico colore ramato con sfumature rosacee, profumo agrumato, intenso, con lievi note minerali, gusto secco, ben bilanciato con una notevole persistenza aromatica in chiusura. Ideale per l’aperitivo, Rame si abbina bene a paste leggere alla mediterranea, carni bianche, pesce grigliato o al forno.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTUwOQ==