N°136 Giugno Luglio

79 Food&Beverage | giugno-luglio 2021 alla Giudecca, a soli 7 minuti dal Redentore: tra le sue due carte proposte per la Festa spiccano infatti una piovra cotta a temperatura controllata e asparago di mare, e un risotto asparagi, scampi e polpa di riccio, esempio di sapida ispirazione sicula. A omaggiare la tradizione provvede però l’anguria ghiacciata, frutta cult della Festa che i veneziani usano portarsi anche in barca. Il tutto da gustare sul rooftop dell’albergo, all’ottavo piano (è un evento, raramente si cena lassù) vicino all’elegante torre neogotica, con vista spettacolare sui tetti e sui fuochi: perché questo, dopo il campanile, è il punto più alto di tutta Venezia. Nonché uno dei più fascinosi, considerata l’origine industriale del fabbricato, del 1885, riportato oggi all’iniziale splendore, in un continuo ed elegante fermento innovativo. C’è chi poi di Festa del Redentore ne ha al suo attivo un discreto numero e quest’anno punta sulla fresca contemporaneità. Fedele al suo motto “coniugare senzamai coprire i sapori”, Daniele Turco, executive chef del The Gritti Palace, dalla impareggiabile posizione sul Canal Grande, suggerisce, tra i primi, un risotto al limone con carpaccio e salsa di gambero rosso di Mazara, “versione estiva in laguna del classico risi e bisi, con una spruzzata di Sicilia”. Insieme a uno spaghettino freddo con caviale e crema di pomodoro. E i sapori veneziani? “Possiamo ritrovarli nelle spezie -precisa lo chef del Club dei Dogi- come nel filetto di branzino allo zafferano e spuma di patate”. Last but least, anche Turco però non manca di omaggiare la Festa: e lo fa con un elegante tripudio di anguria e melone. Insomma, il Redentore non solo evento religioso, quest’anno ancora più sentito, ma anche rievocazione agroalimentare. Che qualcuno ripropone tutto l’anno. “La nostra è una cucina sì stellata, ma di tradizione antica -spiega Mara Zanetti Martin, chef da 43 anni del celebre Da Fiore- E i piatti del Redentore li racconto in versione più prelibata. Le sarde in saor? Un po’ povere. Io propongo le orate baby, con porro, succo di arancia, limone, zenzero candito e pinoli. Le gustavano i dogi”. In alto, Alberto Fol, chef del Danieli, per la Festa del Redentore propone una personale Pasta e fasoi. Daniele Turco, del The Gritti Palace, omaggia le celebrazioni con un elegante tripudio di anguria e melone. A sinistra e qui sopra, il rooftop dell’Hilton Venice Molino Stucky, alla Giudecca, il punto più alto di tutta Venezia da cui ammirare i fuochi d’artificio, magari gustando la piovra cotta a temperatura controllata e asparago di mare dello chef Luca Nania

RkJQdWJsaXNoZXIy NTUwOQ==