32 Food&Beverage |febbraio-marzo 2022 PIEMONTE L’Alta Langa Docg oltre la pandemia Alta Langa Docg supera la pandemia. Nel 2021 il metodo Classico tradizionale del Piemonte, esclusivamente millesimato, cioè che riporta sempre in etichetta l’anno della vendemmia, ha aumentato le vendite del 42% rispetto ai valori pre-pandemia. E in marzo è prevista la nuova edizione de La Prima dell’Alta Langa dove tutti i produttori e le loro cuvée si riuniranno a Torino per un tasting riservato al trade dopo le due edizioni ospitate nel Castello di Grinzane Cavour e quella di Palazzo Serbelloni a Milano. Alta Langa significa 50 aziende associate al Consorzio che producono 80 diverse etichette di Alta Langa Docg; 90 viticoltori, circa 300 ettari di vigneto per 1/3 coltivati a chardonnay, e per la parte restante a pinot nero. Per il 2022 gli ettari di vigneto si assesteranno a quota 350, per una produzione attesa di oltre 3 milioni di bottiglie. Diverse le attività svolte quest’anno dal Consorzio, una su tutte l’avvio del progetto pilota di sensibilizzazione dei soci viticoltori per dedicare una porzione di terreno alla piantumazione di alberi simbionti del tartufo ideato insieme al Centro nazionale studi tartufo. “Questi alberi potranno essere curati direttamente dagli agricoltori, o si potranno stabilire accordi con associazioni di trifolao che se ne occupino in modo da favorire buone pratiche di sviluppo e mantenimento delle tartufaie sul territorio delle colline alte di Langa”, spiega il presidente del Consorzio Alta Langa, Giulio Bava. L’Alta Langa Docg è una Denominazione che vanta una lunga storia: fu il primo metodo Classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle “Cattedrali Sotterranee” che sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco. È prodotto con uve pinot nero e chardonnay, in purezza o insieme, in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno trenta mesi. Nella foto in basso, le vigne dell’azienda Enrico Serafino. BUSINESSNEWS STATI UNITI Santa Margherita acquisisce Roco Winery Santa Margherita Usa ha acquisito la maggioranza di Roco Winery, in Oregon. La società acquisita produce una gamma completa di vini: spumanti, bianchi da uve chardonnay e rossi da uve pinot noir. I vini Roco sono da sempre molto apprezzati da consumatori e critica. “Il vino dell’Oregon è fiorente. Sapevamo di dover essere in prima linea in una delle regioni vinicole in più rapida ascesa negli Stati Uniti per la nostra prima acquisizione a livello internazionale -afferma Beniamino Garofalo, Amministratore delegato di SantaMargherita Gruppo Vinicolo (nella foto)- I valori di Roco e di Santa Margherita sono armoniosamente allineati, come il focus su terroir regionali e il rispetto per la terra”. “Il mercato statunitense è molto dinamico e noi crediamo nella qualità dei vini dell’Oregon, in particolare nella regione di Willamette Valley”, spiega Gaetano Marzotto, presidente del Gruppo. DENOMINAZIONI Il Lugana cresce in Italia in volume e valore Un anno da ricordare, il 2021, soprattutto per quanto riguarda il mercato italiano, per il Consorzio tutela Lugana. Una novità importante per un vino da sempre vocato all’export (che pesa per il 70%), che invece quest’anno ha incassato grandi soddisfazioni proprio in patria. Il Lugana ha raggiunto la vetta della classifica delle tipologie che crescono maggiormente in Italia (secondo l’Iri, a volume, occupa il primo posto assoluto con un +46 %) e ha segnato un +49% a livello di vendite (fonte Coldiretti). Gli imbottigliamenti, secondo i dati di novembre 2021, hanno già superato i 26 milioni di bottiglie (a fronte di 24.584.933 di bottiglie prodotte nel 2020), e si prevede che si raggiungeranno nel 2021 i 27 milioni, segnando un +12%. Anche il prezzo medio delle uve e dello sfuso riflette il momento d’oro e il reale valore economico della Denominazione Lugana con incrementi che, per l’uva, sono del 29%, mentre per il vino del 69% (dati basati sul prezzo medio del 2020 e 2021, Cameradi Commerciodi Brescia eVerona). Nella foto, Ettore Nicoletto, presidente del Consorzio.
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