N°140 Febbraio Marzo

33 Food&Beverage |febbraio-marzo 2022 PIZZERIE Il Gruppo Gesa compra Fra Diavolo Il GruppoGesa, proprietariodei brand Cioccolatitaliani, Bun Burgers e Pizzeria Italiana Espressa, ha acquisito la maggioranza della catena di pizzerie Fra Diavolo. Fra Diavolo nasce nel 2018 da un’idea di Mauro D’Errico e Gianluca Lotta che hanno rilevato il marchio già presente in Liguria da cinque anni. In poco meno di tre anni sono stati aperti otto punti vendita e il brand rientra nella prestigiosa classifica 50 Top Pizza, che vede Fra Diavolo posizionarsi tra le migliori venti pizzerie artigianali di tutto il mondo. “L’apertura del capitale servirà a raddoppiare il numero di punti vendita già nel 2022 e aprire la strada verso una crescita strutturale e uno sviluppo internazionale del format”, dicono i due fondatori. In questomodo Gesa continua la strategia di crescita e diversificazione del Gruppo che 11 anni fa ha dato vita al concept Cioccolatitaliani aprendo 54 locali in Italia e nel mondo. Dopo l’acquisizione di Bun Burgers, catena di hamburgherie di nuova generazione, avvenuta a luglio del 2021, Gesa ha concluso il 2021 entrando, insieme a Mir Capital, fondo di investimento italo-russo, nel capitale di Fra Diavolo. FONDI Hyle Capital Partners in Contri Spumanti Hyle Capital Partners con il fondo Finance for Food One è entrata nel capitale della Contri Spumanti confermando la scelta degli investitori per le cantine che non possiedono vigneti. Non si conosce l’entità della quota di controllo. L’azienda veneta ha un portafoglio prodotti che va dagli sparkling ai vini fermi realizzati con vitigni provenienti da Puglia, Veneto, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna e Abruzzo. Nel 2020 ha ottenuto ricavi per 107 milioni (il 56% sui mercati esteri) con un Ebitda di 8,8 milioni e una Posizione finanziaria netta positiva di tre milioni. Le bottiglie sono state 79 milioni per un valore medio di 1,30 euro a bottiglia. Contri Spumanti ha due stabilimenti a Cazzano di Tramigna, in provincia di Verona, e a Campogalliano, in provincia di Modena. Il private equity punta a sostenere l’imprenditore nella crescita, con una spinta alla valorizzazione del prodotto made in Italy sui mercati internazionali. Paolo Contri continuerà a guidare l’azienda. COOPERATIVE Un anno da primato per Valpolicella Negrar Nel 2020/21 la cantinaValpolicella Negrar ha realizzato il miglior fatturato di sempre. Con un giro d’affari consolidato di 43.200.000 di euro, la cooperativa vinicola veneta ha registrato un +14% rispetto all’anno precedente, grazie a nuovi mercati, Gdo e vendite online. Sono aumentati anche gli ettari vitati bio, passati da 139 a 150 tra certificati e in conversione, anche nella zona del Bardolino. Inoltre, è in programma un nuovo investimento a San Pietro in Cariano: si tratta di uno stabilimento di cinquemila metri quadrati per la messa a riposo di uve per l’Amarone e il Recioto. “Un investimento fatto per dare maggior valore al lavoro dei nostri 244 soci e all’azienda -afferma Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar (nella foto)- Dai 4 mila quintali di uve messi in appassimento nel 1990, siamo arrivati nel 2021 a metterne oltre 30 mila quintali. Numeri che parlano di come la cantina sia diventata nel tempo un punto di riferimento nella pratica di questa tecnica millenaria”. BILANCI Record di fatturato per Mezzacorona Èpiù che positivo il bilancio 2021 del Gruppo Mezzacorona: 197 milioni di euro di fatturato e 67,5 milioni di euro liquidati ai soci. I risultati sono stati eccellenti pur in un contesto generale complicato. Il bilancio evidenzia la forza del Gruppo sia dal punto di vista economico che finanziario. Molto importante è stato anche l’ottenimento per il sesto anno consecutivo della Certificazione della produzione dei soci secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (Sqnpi) e, in stretto raccordo, della Certificazione dei vini, a conferma dei grandi risultati sulla strada della sostenibilità ottenuti dal Gruppo Mezzacorona. Il fatturato consolidato, nuovo record aziendale, è stato di 196.525.198 euro contro i 193.597.747 euro del 2020 (+1,5%). L’utile netto di Gruppo è stato di 3.207.135 euro rispetto ai 2.419.267 euro del 2020 (+32,5%). Le rese per ettaro hanno toccato i 18.799 euro di media. Il patrimonio netto consolidato ha raggiunto i 104.221.759 euro in ulteriore rafforzamento rispetto ai 101.087.244 euro dell’ultimo esercizio; questo dato evidenzia la grande solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Nella foto, il presidente Luca Rigotti, a destra, e il direttore generale Francesco Giovannini.

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