N°140 Febbraio Marzo

60 Food&Beverage |febbraio-marzo 2022 SPECIALE Negli ultimi due anni il consumo di vino ha privilegiato le etichette legate al territorio di produzione. E i consumatori si sono fatti più attenti alla sostenibilità e all’attenzione all’ambiente da parte dei produttori. I vitigni autoctoni fanno parte obbligatoriamente dell’offerta dei ristoranti. Nella foto, la tenuta di Borgo Conventi, in Friuli, dove nasce il Merlot Collio Doc anche se penalizzati dalle piccole quantità prodotte a causa delle avversità climatiche che hanno portato i prezzi alle stelle. E poi i vini argentini, in particolare il Malbec, e vanno fortissimo anche i vini di Sudafrica, Australia e California. In enoteca, invece, molto venduti sono i vini di Bordeaux e del Sudafrica”. Non stupisce che a Londra, metropoli dove risiede una quota elevata di persone tra le più ricFKH GHO PRQGR H FXRUH GHOOD ȴQDQ]D HXURSHD D IDUOD GD SDGURQH VLDQR L ȴQH ZLQH IUDQFHVL L %RUdeaux e i Borgogna che, non a caso, si contendoQR L SULPL SRVWL GHOOD FODVVLȴFD 3RZHU GL /LY ([ (London International Vintners Exchange), l’indice degli scambi di vini da collezione basato in Inghilterra, in cui peraltro nel 2021 sono presenti 14 brand italiani, contro i 5 statunitensi, due australiani e uno tedesco. 0D QRQ GL VROL ȴQH ZLQH R GL YLQL EODVRQDWL ª composto il mercato. “Se la vendita dei rossi delle Denominazioni di punta accomuna tutte le enoteche italiane per quanto riguarda le altre referenze OD GL΍HUHQ]D OD ID OȇLPSURQWD GDWD GDOOȇHQRWHFDULR LQWHUYLHQH 7HUUDQHR 8OWLPDPHQWH OȇR΍HUWD VL ª così tanto orientata sui vini territoriali che, in particolare al Sud e nelle Isole e in generale nelle zone turistiche, molte enoteche fondano la loro redditività sulle etichette locali. Questo genera un bel caleidoscopio di vini ed ecco perché non si può fare XQD FODVVLȴFD GHL SL» ULFKLHVWL QHOOH IDVFH GL SUH]]R al di sotto dei vini premium”. Anche nelle carte dei vini e nell’interesse della clientela della ristorazione si riscontra la centralità delle etichette prodotte nel territorio in cui si trova il locale. Un esempio eccellente in questo senso -su questa strada da sempre e ora è ancora più BORGO CONVENTI I tannini vellutati del Merlot Collio Doc Un proprietario terriero di nobili origini, un frate e un appezzamento di terra su cui costruire il primo monastero del territorio di Farra d’Isonzo (Go). Inizia così l’antica leggenda da cui prende il nome Borgo Conventi, fondata nel 1975 con l’obiettivo di produrre vini raffinati ed eleganti in un territorio altamente vocato i cui vigneti sono certificati Biodiversity Friend, condotti con pratiche sostenibili per restituire cura e attenzione a una terra difficile, ma generosa. La filosofia di Borgo Conventi è nei vini di riconoscibile identità geografica e di alta espressione varietale, in cui si ricerca eleganza ed equilibrio tra struttura e piacevolezza. Ogni bottiglia racconta una storia di fine qualità, tradizione e passione. È così anche per il Merlot Collio Doc che dopo la fermentazione con macerazione in tini di legno e di acciaio per circa dieci giorni affina 10-12 mesi in barrique di rovere francese di secondo passaggio. All’imbottigliamento segue un ulteriore affinamento. Il Merlot Collio Doc, di cui è sul mercato l’annata 2019, ha colore rosso rubino con riflessi violacei; all’olfatto si avvertono sentori intensi e pronunciati di viola, frutti di sottobosco, ciliegia e prugna seguiti da note leggere ed eleganti di vaniglia, caffè e cacao amaro. Al gusto i tannini dolci e vellutati sono ben integrati nel corpo elegante e strutturato; ottima la persistenza retro olfattiva. Ha un potenziale d’invecchiamento di 8-12 anni.

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