73 Food&Beverage |febbraio-marzo 2022 Massari, avvenuta nel periodo natalizio e accolta da un sold out dei panettoni artigianali nel giro di una manciata di ore. Tra le novità annunciate dal guru bresciano, la rivisitazione di alcuni dei dolci tradizionali toscani, dallo zuccotto fiorentino ai cantucci pratesi fino al panforte senese. Qualche mese prima del debutto di Iginio Massari è da registrare l’arrivo in città del brand Gamberini (la più antica pasticceria di Bologna, nata nel 1907 all’ombra -metaforicamente- della Torre degli Asinelli), nonché il successo del maître pâtissier francese David Bedu con la sua bottega di panificazione Pank e della prima pasticceria crudista in città, Cortese Cafè, realizzata dall’esperto Vito Cortese all’interno degli spazi che ospitano il Museo del Novecento in piazza Santa Maria Novella. Una serie di nomi che stanno contribuendo ad alzare l’asticella della qualità e della varietà dell’offerta dolciaria, mentre la rivalità con Prato -siamo pur sempre in Toscana, regione dei mille campanili- si accende con la decisione del fiorentino Fabio Picchi di creare una limited edition di “albicocche di Firenze” che a molti osservatori sono apparse come un dolce forse un po’ troppo ispirato a quello reso celebre da Paolo Sacchetti. L’Harry’s Bar The Garden, all’interno dell’hotel Sina Villa Medici, propone tagliolini gratinati, ma anche la pizza. In alto a destra, la Galleria Massari è la sede fiorentina del maestro pasticciere Iginio Massari, mentre al Pank c’è il maître pâtissier francese David Bedu con la sua bottega di panificazione. Qui a fianco, il Cortese Cafè, all’interno degli spazi che ospitano il Museo del Novecento in piazza Santa Maria Novella
RkJQdWJsaXNoZXIy NTUwOQ==