76 Food&Beverage | novembre 2022 Barbara Amati ARTISTI Fotografia, il cibo al centro Due immagini, una visione Il progetto Intermittenze, della fotografa Claudia Calegari, affronta l’argomento food in un modo nuovo, con dittici che mettono da una parte l’opera della natura e dall’altra quella dell’uomo: prospettive inconsuete e originali dettagli dell’alta cucina “Il cibo è sempre al centro del nostro quotidiano. Nella civiltà dei consumi questo tema è spesso abusato dalla pubblicità e dalla comunicazione in genere. Di qui l’idea di affrontare questo argomento in unmodo nuovo, delicato, sotteso e a tratti astratto. Questo cambio di prospettiva non è banale, per chi come me lavora nel mondo del food e normalmente si confronta con gli chef e con le figure di rilievo delle aziende di settore”. Claudia Calegari è una giovane fotografa milanese affermata che dopo gli studi in Giurisprudenza ha deciso di dedicarsi alla fotografia lavorando per noti brand: da Dom Pérignon a Krug, da Branca a Campari, da Mont Blanc a Fratelli Rosetti, da Bulgari a Hermes. Ma, alla fine, ciò che l’ha ispirata maggiormente è stato il cibo, perché, spiega, “esiste un connubio tra i migliori centri dell’alta cucina, della ristorazione, degli chef stellati dove ormai arte, cultura della materia prima dialogano insieme. Il focus sul food rievoca i cicli della natura. Un modo sussurrato e astratto di parlare delle stagioni e l’idea di un ciclo positivo che ci faccia uscire da un periodo cupo, ispirandoci alla vita che porta con sé questi principi”. Oltre a garantire la sopravvivenza, il cibo assume una valenza sociale, relazionale e affettiva. Ad esempio, il titolo della 17esima edizione del Photofestival -che si è svolto a Palazzo Castiglioni, a Milano, dal 14 settembre al 31 ottobre- Ricominciare dalle immagini. Indagini sulla realtà e sguardi interiori, invita a riflettere sull’importanza delle immagini per osservare il mondo, e noi stessi, con occhi diversi, recuperando una normalità mai come ora apprezzata. “Ho approfondito diverse tematiche in questo ambito e mi sono anche formata per insegnare mindful eating, una pratica che nasce dall’applicazione dei principi della mindfulness all’alimentazione e significa mangiare con l’intenzione di rispettare e apprezzare il nostro corpo in modo non giudicante”, spiega l’artista. Claudia Calegari ha proposto in mostra la serie di 14 fotografie Intermittenze, in cui ogni opera è un dittico, ovvero due immagini accostate, che consente di creare un parallelismo tra due temi che hanno elementi di continuità, mantenendo una dichiarata linea di confronto: “La natura è circoscritta per immagini a uno spazio a km 0, in armonia con il tema della sostenibilità. Gli originali dettagli della cucina rappresentano, invece, il lavoro dell’uomo scandito dai tempi precisi della lavorazione delle materie prime -dice Calegari- Il luogo scelto per catturare le suggestioni della natura è la Food Valley, un ambiente in cui la fertilità del suolo, le antichissime tradizioni e l’intraprendenza dell’uomo hanno favorito la nascita e lo sviluppo di prodotti alimentari di eccellenza. I dettagli che provengono dal sofisticato mondo del food nascono, invece, da una selezione di immagini che ripercorrono dieci anni di lavoro a contatto con l’alta cucina”. La selezione dei soggetti si è basata sull’individuazione di quelle immagini che meglio si accostano, creando un equilibrio estetico tra elementi differenti. La selezione si orienta verso l’affermazione di un linguaggio che prende le distanze dalla realtà percepita, fondendo texure astratte e forme riconoscibili. Si tratta di un’esplorazione non didascalica, che trae ispirazione anche dall’arte La fotografa milanese Claudia Calegari, dopo la laurea in Giurisprudenza ha deciso di dedicarsi alla fotografia. Frequenta e visita in studio fotografi come Giovanni Gastel, Nino Migliori e Maurizio Galimberti e artisti del calibro di Franco Guerzoni, Giorgio Griffa, Alessandro Algardi. Ha lavorato per brand noti del mondo del beverage e ha realizzato scatti ai protagonisti della cucina stellata (foto di Giovanni Gastel)
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