N°157 DICEMBRE

13 Food&Beverage | dicembre 2024 Dal 5 al 18 novembre, Dom Pérignon è tornato protagonista delle vetrine di Rinascente Milano con un allestimento che ha legato il patrimonio sensoriale della Maison alle visionarie interpretazioni di Jean-Michel Basquiat. Quello dell’artista statunitense è un omaggio alla comune capacità di risolvere l’apparente paradosso tra gli opposti -savoir-faire e imprevedibilità, selezione e assemblaggio, precisione e improvvisazione- e rappresenta una scelta di continuità con il filo rosso che collega Dom Pérignon al mondo della pop art: nel 2010, una collezione di tre bottiglie di Vintage 2000, con un’etichetta in rosso, blu o giallo, riprendeva i giochi di colore tipici di Andy Warhol; nel 2013, la Maison ha collaborato con Jeff Koons per un’edizione limitata del Vintage 2004 e del Rosé 2003; oggi la scelta è caduta su Basquiat che ha ridefinito i codici artistici del movimento, facendolo dialogare con la corrente neo-espressionista e il mondo della street art. Jean-Michel Basquiat è stato uno dei più importanti esponenti del neoespressionismo e del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte. Nato a New York, genio precoce, è morto giovanissimo, a soli 28 anni, a causa delle droghe, ma ha lasciato un segno indelebile nel mondo dell’arte. L’affinità elettiva tra l’artista e la Maison si traduce in un’edizione speciale del Vintage 2015, composta da uno speciale tasting set di tre coffret, ciascuno raffigurante una porzione del dipinto In Italian, che può essere riassemblato se uniti insieme. L’etichetta delle bottiglie, anch’essa disponibile in tre varianti di colore, riporta l’emblema ibrido della corona a tre bracci sovrapposta allo scudo. “Dom Pérignon e Basquait hanno diversi elementi comuni -ha sottolineato Carlo Vallarino Gancia, Senior Brand Manager Dom Pérignon- Innanzittutto l’arte dell’assemblaggio, perché come gli Champagne della Maison sono frutto di assemblaggi distintivi, così l’artista amava assemblare nelle sue opere tanti elementi e in particolare In Italian è frutto di aggiunte che Basquiat faceva anno dopo anno. Inoltre, il suo elemento distintivo è la corona a tre punte, mentre quello di Dom Pérignon è lo scudo. Entrambi vanno oltre le barriere della creatività e lo fanno azzardando e creando ogni anno qualcosa di unico”. Nello stesso periodo in cui le vetrine di Rinascente Milano sono state dedicate a Dom Pérignon, al settimo piano del building è stata allestita un’area dedicata per l’acquisto della Special Edition, mentre si è rinnovato il legame con il mondo della gastronomia. Al Maio Restaurant, Dom Pérignon Vintage 2015 e Dom Pérignon Rosé Vintage 2009 sono stati protagonisti di un abbinamento al calice Dom Pérignon Rosé Vintage 2009, che mostra tutte le sfumature aromatiche del Pinot Noir, ha trovato la sua perfetta sintesi nel pairing con il salmone affumicato di Petrossian, mentre la sensazione tattile di Dom Pérignon Vintage 2015, uno Champagne dal profilo complesso, con aromi floreali e speziati, dalla freschezza fruttata e vegetale, è stata esaltata dallo jamón iberico di Joselito. Dom Pérignon e Basquiat insieme in Rinascente Barbara Amati Il Vintage 2015, nell’edizione limitata ispirata all’artista, è stato protagonista delle vetrine dello shopping center milanese e, con il Rosé Vintage 2009, dell’aperitivo da Maio Restaurant L’allestimento nelle vetrine della Rinascente ha creato un connubio fra le etichette della Maison e JeanMichel Basquiat legando il patrimonio sensoriale di Dom Pérignon alle visionarie interpretazioni dell’artista. Rappresenta una scelta di continuità con il filo rosso che collega Dom Pérignon al mondo della pop art MILANO

RkJQdWJsaXNoZXIy NTUwOQ==