N°157 DICEMBRE

36 Food&Beverage | dicembre 2024 TECNOLOGIE Al Simei spazio per il vino low sugar “Negli States preferiamo chiamarli low sugar, più che low alcol”. Il diverso sguardo -pragmatico e non ideologico, come accade in Italia- sul tema dei vini dealcolati lo sintetizza Randy Ullom, enologo e vicepresidente del colosso californiano del vino Jackson Family Wines. Al Simei -la fiera milanese di Unione italiana vini (Uiv) leader mondiale nelle macchine per l’enologia e le bevande- le tecnologie per la dealcolizzazione sono quelle che hanno registrato maggior interesse. Anche da parte dei settanta buyer statunitensi in rappresentanza delle principali imprese del vino a stelle e strisce. A fargli eco è David Crippen, director of winemaking di Bear Creek Winery, la sesta più grande azienda vinicola e vitivinicola a conduzione familiare degli Stati Uniti, a Simei proprio per studiare l’offerta di macchinari da dealcolazione. “Quasi tutte le attrezzature che abbiamo in cantina sono italiane -ha detto- e il salto di qualità che hanno fatto i vini tricolori negli ultimi quarant’anni è probabilmente correlato anche a queste tecnologie”. Una tendenza produttiva Nolo (no e low alcol) che non a caso ha incontrato al Simei un matching con l’offerta made in Italy, Paese leader nelle tecnologie per il vino che vuole rimanere della partita, nonostante il divieto alla dealcolazione ancora in vigore. Ed è stato presentato in fiera Libero, forse una delle ultime innovazioni per la produzione su larga scala di dealcolati. Un ciclo continuo in grado di togliere l’alcol al vino che Omnia Technologies ha chiamato così perché “in grado di far gustare il vino senza vincoli”. “In fiera abbiamo riscontrato un interesse senza precedenti, in particolare da Spagna, Grecia e Stati Uniti. Anche i produttori italiani esprimono curiosità, ma la loro condizione di stallo non gli permette di azzardarsi oltre”, dicono dal Gruppo. Ha aggiunto Albano Vason, direttore generale della Vason, da cinquant’anni nel campo dell’industria enologica: “Il mercato c’è, l’interesse è lievitato e sarebbe diverso se l’Italia potesse competere ad armi pari, in vigna e in cantina”. BUSINESSNEWS BILANCI Performance positive per Conserve Italia Èuna crescita nel segno dell’innovazione e della sostenibilità integrale (economica, ambientale e sociale) quella di Conserve Italia, cooperativa di San Lazzaro di Savena (Bo), che nell’ultimo esercizio ha registrato performance positive su tutti i mercati principali in cui opera, sia in Italia che all’estero, in oltre 70 Paesi. Sono 36 le cooperative agricole attualmente aderenti al Consorzio dei marchi Valfrutta, Cirio, Yoga, Derby Blue e Jolly Colombani. Il bilancio dell’esercizio 2023-2024 registra infatti un fatturato gestionale consolidato del Gruppo che si è attestato a 1,2 miliardi di euro, con un aumento del 5% rispetto all’esercizio precedente. L’utile è di 12,3 milioni di euro. La posizione finanziaria netta consolidata raggiunge i 150 milioni di euro, migliorando di ulteriori 15 milioni e confermando la tendenza di calo progressivo che ormai persiste da vent’anni. L’Ebitda ammonta a 86 milioni di euro. Nella foto, Pierpaolo Rosetti, direttore generale Conserve Italia. ACQUISTI La sarda Cantina Pala acquisita da Tolaini Cambio di proprietà per Pala, la storica cantina di Serdiana, a pochi chilometri da Cagliari, fondata nel 1950 da Salvatore Pala. La famiglia Pala, tra i più importanti produttori di vino in Sardegna, ha ufficializzato la cessione della cantina e dei vigneti alla Tolaini di Castelnuovo Berardenga (Si). L’accordo include anche la vendita di Mora&Memo, azienda lanciata da Elisabetta Pala nel 2011. La nuova proprietà sarà affiancata dallo storico staff della cantina, incluso Fabio Angius che assume il ruolo di Amministratore delegato. Nuragus, Monica e altri vini come Vermentino, Bovale e Cannonau, la cui riserva è pluripremiata costituiscono la produzione della cantina sarda. “La decisione di vendere è stata presa affinché Pala possa continuare a crescere come merita -commenta Mario Pala- Collaboriamo con Lia Tolaini da oltre vent’anni: è lei che distribuisce i nostri vini sul mercato americano tramite la Banville Wine Merchants, che presiede. Conosce a fondo la nostra realtà e siamo certi che, sotto la sua guida, la cantina raggiungerà nuovi e ambiziosi traguardi”.

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