46 Food&Beverage | dicembre 2024 3RUWRȴQR H XQR D 5DSDOOR FDYROR QHUR EURFFROHWWL e asparagi. Ha aperto la cena il Gambero viola di Santa Margherita, lardo al vapore, asparago bianco (che ha dato croccantezza) e camomilla (la parte ȵRUHDOH LQ DEELQDPHQWR DO *UDQG 9LQWDJH Hanno, invece, accompagnato Collection Impériale &U«DWLRQ 1R VHJXHQGRQH LO SURȴOR DURPDWLFR il Risotto mantecato al cavolo nero, prescinseua (formaggio acidulo dalla consistenza a metà tra OR \RJXUW H OD ULFRWWD H IDVRODUL OD QRWD DXPLFDWD dello Champagne è richiamata dalla cottura del cavolo nero, la prescinseua accompagna la componente acida, mentre i fasolari si sposano con la sapidità del vino. È seguito il Morone ligure con ULVWUHWWR GL WULJOLD H EURFFROHWWR DOOD EUDFH H LQȴQH la chiusura dolce non dolce con il Fico caramellato, blu di capra e meringa salata e l’aggiunta di polvere di chinotto. Una performance di alta cucina che ha attestato il talento di Pecis e della sua brigata in perfetta armonia con la nuova espressione di Haute OEnologie della Maison Moët & Chandon e dell’immenso savoir faire del suo creatore, Benoît Gouez. Abbiamo accennato al coté artistico che ha accompagnato il debutto di questo particolarissimo Champagne che ha visto la collaborazione di Daniel Arsham tradurre l'essenza dell'idea di Haute OEnologie interpretando il patrimonio di 0RW &KDQGRQ H FDWWXUDQGR PDJQLȴFDPHQWH l'essenza della storia della Maison e del mestiere GHJOL HQRORJL DURQWDQGR LO VXR ODYRUR QHOOR VWHVVR PRGR LQ FXL JOL HQRORJL VWHVVL KDQQR DURQWDWR la creazione della Collection Impériale Création No. 1: come un'opera artistica realizzata oggi, plasmata dalle tradizioni del passato, ma destinata a proseguire nel futuro. Traendo elementi dalla sua visita alla tenuta di Moët & Chandon e dalle sue vetrate, Arsham ha creato un'opera d'arte monumentale, scultorea e montata a parete -un bassorilievo- che intreccia una narrazione moderna racchiudendo l'essenza dell'eredità della Maison in un capolavoro d'avanguardia. Due putti centrali sollevano una targa con la scritta "1743", l'anno GL IRQGD]LRQH GHOOD 0DLVRQ OD ȴJXUD PLWRORJLFD 3KHPH SHUVRQLȴFD]LRQH GHOOD IDPD H GHOOD QRWRrietà, suona gioiosamente una tromba, facendo risuonare in lungo e in largo la reputazione della Maison; la facciata architettonica dello Château de Saran evoca la saga familiare della Maison; i vigneti che si estendono all'orizzonte rappresentano l'abbondanza del patrimonio naturale della Maison e una botte di legno -un accenno alle botti di rovere utilizzate per l'invecchiamento di alcuni dei millesimati riuniti in questa cuvée d'exception- rende omaggio alla competenza enologica e al legame imperiale che contraddistinguono Moët & Chandon. Ricordando i terreni gessosi della regione della Champagne, Arsham ha scelto una resina bianca fusa come mezzo per la sua creazione: in essa, sottili tracce di erosione infondono il senso del passaggio del tempo. Il rilievo di Arsham -lungo 3 metri e alto 1,3 metri- è stato collocato nella Galerie Impériale, diventando parte integrante dell'eredità della Maison. Ispirandosi al suo rilievo, Arsham ha progettato anche 85 bottiglie in edizione limitata -straordinarie capsule del tempo tridimensionali- oggetti che trascendono il loro scopo utilitaristico per diventare pezzi da collezione. Il processo artistico di Asham traccia un parallelo sorprendente con il sapiente assemblaggio e invecchiamento delle annate di Benoît Gouez. Una sinergia armoniosa che testimonia l'autenticità di questa partnership per celebrare l'eredità senza tempo della Maison. MOËT & CHANDON Benoît Gouez e Daniel Arsham, due creativi in sintonia. Il processo artistico di Arsham traccia un parallelo sorprendente con il sapiente assemblaggio e invecchiamento delle annate di Benoît Gouez. Una sinergia armoniosa che testimonia l'autenticità di questa partnership che celebra l'eredità senza tempo della Maison. A destra, un’immagine della Collection Impériale Création No.1 nell’Hub di Identità Golose
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