52 Food&Beverage | dicembre 2024 RAPPORTI Il dossier del Corriere Vinicolo esamina i bilanci delle aziende vitivinicole. Non mancano i segnali positivi, ma preoccupano il contesto internazionale e il cambiamento climatico Francesco Torlaschi “Bilanci 2023, governare l’incertezza” è il titolo-copertina del Corriere Vinicolo che dedica un ampio focus all’analisi dei bilanci a partire dall’ultimo esercizio fino al quinquennio precedente. Un approfondimento -quello realizzato da Luca Castagnetti, partner della veronese Studio Impresa- che ha coinvolto gran parte del settore (13,5 miliardi i ricavi aggregati delle circa 800 imprese del vino indagate) e che restituisce il quadro di un settore storicamente sano, in grado di produrre valore anche nel 2023, ma che sconta contraccolpi pesanti determinati da fattori esogeni e dai mutamenti del mercato. Nove pagine di dossier che, secondo il direttore del Corriere Vinicolo, Giulio Somma, “da una parte fissano lo stato dell’arte del vino italiano, dall’altra hanno l’obiettivo di offrire spunti di miglioramento e supportare le decisioni del management in un contesto difficile. A tal proposito, diventa determinante l’esigenza di lavorare sulla promozione internazionale per allargare la domanda, con i programmi Ocm che si fanno più che mai essenziali per lo sviluppo delle aziende nei mercati chiave esteri”. Cinque sono gli elementi di contesto individuati. Innanzitutto l’incremento dei costi di produzione. L’uscita dalla crisi generata dal Covid ha causato a livello mondiale una situazione di eccesso di domanda generalizzata in molti settori che ha portato un importante aumento dei prezzi delle materie prime, delle fonti energetiche e successivamente dei prodotti e dei servizi che ha condotto a una generalizzata e importante perdita del potere di acquisto dei consumatori e a politiche monetarie restrittive con l’esplodere del costo del denaro. La situazione è stata aggravata dal doppio conflitto in Ucraina prima e in Medio Oriente poi che ha interrotto e invertito il fenomeno della globalizzazione, modificando in modo significativo le mappe mondiali dei mercati di sbocco e di approvvigionamento. Nei Paesi avanzati continua a farsi largo un’idea salutista scollegata dai contesti e dai prodotti locali a favore di tipologie di consumo più uniformi e di origine più industriale: il tutto in una situazione di generale denatalità che assottiglia le fasce di mercato dei giovani. Il cambiamento climatico, l’overtourism e il desiderio di cercare luoghi ed esperienze nuove e diverse dalle solite mete completano il quadro di una situazione che nel mondo del vino porta a una riduzione dei consumi a causa della diminuzione del potere d’acquisto e a una riduzione anche dei mercati di sbocco con potenziali nuove crisi all’orizzonte dettate da possibili nuovi dazi. I consumatori poi stanno cambiando e riducono i consumi di vino a favore di bevande non alcoliche: nell’uso quotidiano moderano i consumi di vini rossi corposi (spesso i prodotti a maggior valore aggiunto) a favore di vini bianchi e rosati con minori gradazioni. Il target di riferimento, intanto, invecchia per la perdita di interesse verso il vino delle fasce più giovani della popolazione (comunque in contrazione per la denatalità). Come se tutto questo non bastasse, a causa del cambiamento climatico si assiste a una riduzione delle attuali zone viticole che corrono il rischio di diventare inadeguate alla produzione di uva. Il rischio potrebbe interessare tra il 50 e il 70% delle attuali aree di produzione. Ci sono dunque forti motivi di preoccupazione per le aziende del settore che devono sicuramente porre grande attenzione alla diminuzione dei ricavi e alla crescita dell’indebitamento che sono tra le principali tendenze da monitorare anche nel prossimo futuro per cancellare i tratti -che si intravedono- di una possibile crisi strutturale. Tra i punti fondamentali rilevati da Luca Castagnetti, spiccano quelli dei ricavi, in crescita dell’1,5% sul 2022, ma che deflazionati scendono a -3,8%. Per quanto riguarda la redditività c’è stata una parziale ripresa nel 2023 rispetto al calo del Un contesto internazionale FKH ULPDQH GLɝFLOH FRQ OȇDXPHQWR GHOOH PDWHULH SULPH la perdita di potere d’acquisto GHL FRQVXPDWRUL OȇDWWHQ]LRQH alla salute e la propensione verso altre tipologie di bevande. Occorre “governare OȇLQFHUWH]]Dȋ FRPH VFULYH LO settimanale dell’Unione Italiana 9LQL H OH D]LHQGH YLQLFROH KDQQR gli strumenti per farlo Vino, il settore è in salute ma il futuro è incerto to porre g diminu cresc che ten an pe si i sibil Tra i pu da Luca Casta dei ricavi, in cre ma che deflazi Per quanto rig stata u 2023
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