N°157 DICEMBRE

Inumeri della Champagne: 16.200 Vigneron, 125 Cooperative e 390 Maison, che lavorano VX HWWDUL GL VXSHUȴFLH LQ WUH UHJLRQL cinque dipartimenti e 319 comuni. È il terroir vitivinicolo più prestigioso al mondo dove le vigne sono dedicate all’allevamento dei tre vitigni che da disciplinare possono concorrere a creare lo spumante più famoso della storia. Al Pinot Noir ª GHGLFDWD XQD VXSHUȴFLH FKH UDJJLXQJH LO degli ettari vitati della regione, mentre quella piantata a Chardonnay si attesta sul 31%, stessa percentuale del Meunier. Sono numeri alti, quelli relativi alla produzione della Champagne che UDSSUHVHQWD OR GHOOD VXSHUȴFLH PRQGLDOH D YLJQHWR LO GHO FRQVXPR GL YLQL H΍HUYHVFHQWL LQ YROXPH H LO GHO FRQVXPR GL YLQL H΍HUYHscenti in valore. Sono in tutto 299 i milioni di bottiglie spedite nel 2023, di cui 216,7 milioni da parte delle Maison e 82,3 milioni da parte dei Vigneron e delle Cooperative. Il consumo interno si attesta al 42,6 %, con un 54% rappresentato dalle Maison e un 46% da parte dei Vigneron e delle Cooperative. Il restante 57,4% è destinato all’export, con le Maison che esportano ben l’86% delle bottiglie e Vigneron e Cooperative il restante 14%. I mercati principali sono ancora quelli anglosassoni, come gli Stati Uniti, in cui arrivano quasi 27 milioni di bottiglie, e il Regno Unito, che raggiunge i 25,5 milioni. Subito dopo, Giappone, con 15,3, Germania con 11,7 e l’Italia con quasi 10 milioni di bottiglie. L’Italia, dunque, si conferma, ancora una volta, uno dei mercati più importanti per lo Champagne, in particolare per quanto riguarda le grandi annate e i formati particolari. C’è da segnalare che i dati della prima metà del 2024 sono in discesa, con un -15% di spedizioni sullo stesso periodo del 2023 con un sostanziale ritorno ai livelli pre Covid, ma, dall’altro lato, è bene sottolineare che, nonostante ciò, le bottiglie più prestigiose mantengono quotazioni elevate, resistendo meglio alla crisi della domanda. In pratica, si guarda più alla qualità che alla quantità e, più che di crisi di vendite, bisognerebbe parlare di ritorno alla normalità: dopo il boom degli anni post Covid, eccezionali, ma palesemente transitori, il 2023 è servito a ripristinare un po’ di normalità nel mercato. In occasione della conferenza stampa al Wine Paris & Vinexpo Paris dello scorso maggio, David Chatillon e Maxime Toubart, co-presidenti del Comité Champagne, hanno entrambi espresso il proprio ottimismo per il futuro: “Insieme, Vigneron e Maison della Champagne hanno saputo prendere decisioni strutturali e hanno avviato numerosi SURJHWWL SHU JDUDQWLUH OȇHTXLOLEULR GHOOD ȴOLHUD H LO successo della Denominazione in tutto il mondo”. Questo, come sottolinea il Comité Champagne, grazie a “impegni in tema di normativa e responsabilità sociale, adozione di un nuovo quadro di riferimento per i rapporti contrattuali tra Vigneron e Maison, innalzamento del plafond della riserva, ma anche la realizzazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Epernay: sono tutte iniziative FKH GLPRVWUDQR OD GHWHUPLQD]LRQH GHOOD ȴOLHUD H OD VXD ȴGXFLD QHO IXWXURȋ L’ampliamento del centro di ricerca, sviluppo e innovazione con sede nella futura Maison de la Champagne a Epernay, è previsto per contribuire alla “realizzazione di azioni a favore della qualità H GHOOR VYLOXSSR VRVWHQLELOH GHOOD ȴOLHUD JUD]LH DG attrezzature all’avanguardia.” Mentre l’innalzamento del plafond della riserva interprofessionale sarà “cruciale per la modulazione della produzione in Champagne”. La riserva, infatti, permette di conservare una parte dei vini prodotti nelle annate favorevoli per essere utilizzati in caso di vendemmie meno fortunate, per garantire così una continuità produttiva. “I nostri investimenti e i nostri impegni in termini di resilienza sono una priorità assoluta nell’assicurarci gli strumenti con cui garantire l’equilibrio di lungo termine sui mercati e per far sì che lo Champagne rimanga un vino d’eccezione”, ha commentato David Chatillon, che è anche presidente dell’Union des Maisons de Champagne. 57 Food&Beverage | dicembre 2024 L’Italia rimane uno dei mercati di riferimento per le Maison che esportano il 57,4% della produzione. In Italia arrivano 10 milioni di bottiglie, le più prestigiose, con quotazioni elevate. Il successo della Champagne Experience di Modena Carla Pacelli Cuvée de prestige e Pas dosé gli Champagne più amati Il 2024 ha visto un calo GHOOH VSHGL]LRQL LQ ΖWDOLD ma più che di crisi si parla di un ritorno alla normalità post Covid. Il consumatore LWDOLDQR SHU´ VHPEUD guardare più alla qualità che alla quantità e continua a prediligere le bottiglie più prestigiose e più costose

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