N°157 DICEMBRE

79 Food&Beverage | dicembre 2024 Storia Nazionale, a Yerevan- sono stati ritrovati un torchio per la spremitura, vinaccioli, semi di grano, brocche, resti di anfora e tini di fermentazione risalenti a 6100 anni orsono, al momento il più antico sistema di produzione vinicola al mondo. L’ipotesi è che il vino fosse utilizzato per i riti funerari. Si pensa che nelle anfore interrate più grandi venissero riposti i cadaveri. Oggi l’Armenia continua a essere apprezzata per i suoi Cognac e brandy -l’Ararat e altre marche- distillati introdotti dai sovietici, che scelsero la Georgia per il vino e gli armeni per produrre i superalcolici. Il vino tuttavia è protagonista di una forte ripresa imprenditoriale, anche per il fascino suggerito dal metodo “ancestrale” in anfora (però molto più diffuso e noto in Georgia): le anfore di terracotta venivano anticamente interrate per due terzi. Poiché, secondo i sovietici, l’Armenia doveva produrre Cognac, le vigne storiche furono espiantate per coltivare vitigni bianchi le cui uve erano adatte a essere distillate. E la tradizione vinicola fu persa, le persone bevevano vodka e Cognac e il poco vino che c’era era dolciastro e di bassa qualità. La rinascita enologica avvenne solo a inizio anni Duemila grazie agli armeni della diaspora, quando Immagini della vendemmia. Oggi in Armenia si assiste a una forte ripresa del comparto vinicolo con alcune iniziative imprenditoriali che si caratterizzano per l’utilizzo delle anfore al posto delle classiche botti. L’Armenia FRQWLQXD SHU´ DG DYHUH XQD importante produzione di Cognac e brandy. La vigna conta complessivamente PLOD HWWDUL GLYLVL in cinque zone principali

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