N°157 DICEMBRE

80 Food&Beverage | dicembre 2024 Il turismo in Armenia è un fenomeno recente. Oltre al vino si possono gustare ricette tradizionali come il *DUQL <DUDNK XQ SLDWWR GL melanzane ripiene di ragù di FDUQH H VSH]LH H YDUL WLSL GL ravioli di carne macinata e IUXWWD VHFFD LQ WUH LPSDVWL H FRORUL GLYHUVL ELDQFKL FODVVLFL ]DIIHUDQR R VSLQDFL 7UD L prodotti tipici un classico DUPHQR ª LO SDQH /DYDVK VRWWR XQD VRWWLOH H PRUELGD SLDGD GL IDULQD DFTXD H VDOH cotta nel tradizionale forno 7RQLU 6RSUD D GHVWUD VFDYL archeologici hanno portato DOOD OXFH XQ WRUFKLR EURFFKH UHVWL GL DQIRUH e tini di fermentazione ITINERARI su 16 mila ettari, divisi in cinque zone principali: Armavir (900-1100 metri sul livello del mare), Ararat (800-1000 metri), Aragatsotn (900-1400 metri), Tavush (400-1000 metri) e la più rinomata Vayots Dzor (1.000-1.800 metri). Sono 31 invece le varietà autoctone coltivate e vinificate oggi, le più note sono Sev Areni, Voskehat, Kangoun, Haghtanak, Milagh, Lalvari, Khatoun Kharji e Khndoghni. E poi in Armenia si mangia bene. Con il vino si accompagnano tante ricette tradizionali come il Garni Yarakh, un piatto di melanzane ripiene di ragù di carne e spezie; e vari tipi di ravioli di carne macinata e frutta secca, in tre impasti e colori diversi: bianchi classici, zafferano o spinaci. Tra i prodotti tipici un classico armeno è il pane Lavash, una sottile e morbida piada di farina, acqua e sale, cotta nel tradizionale forno Tonir, un forno d’argilla a campana rovesciata, costruito sottoterra, con diversi usi e significati nella cultura armena, non solo gastronomica. Oltre che per il pane Lavash durante il Tiarn’daraj (la Candelora) si usava per bollire il latte fresco e cuocere il Gatah, un panetto dolce. Assaggi di prodotti e vini si possono gustare nei migliori ristoranti della capitale. Tra questi InVino, il primo winebar a nascere in Armenia oltre 10 anni fa, cominciando con poche etichette per far conoscere i pochi -allora- vini locali, oggi ne conta ben 600. È il winebar ed enoteca più noto e frequentato dai giovani armeni (invino.am). Una bella alternativa è il Decant WineShop&Bar, dove accompagnare le specialità della cucina tradizionale e rivisitata con le bottiglie di territorio suggerite dal giovane Artyom Mkrtchyan (facebook.com/ decant.wineyerevan/). Oppure al Mov Restaurant, moderno e di design, che si trova nel distretto di Ketron: cucina tradizionale e carta dei vini armena (movrestaurant.com). alcuni ricchi imprenditori che investirono nella terra degli avi. Tra loro Eduardo Eurnekian, argentino di origini armene, proprietario della cantina Karas, dal nome delle anfore tradizionali con cui produce una parte del vino, interrate al 70%, nella regione dell’Armavir con vista sul Monte Ararat (karaswines.com). Grazie al vino c’è oggi grande interesse anche per l’enoturismo. “Il turismo del vino è nato neanche cinque anni fa. Prima non c’era nulla, eccetto un turismo di ritorno degli armeni della diaspora alla terra madre, ma il turismo tematico, come l’enoturismo, è un fenomeno molto recente”, afferma Zara Muradyan, direttrice di Vine & Wine Foundation of Armenia, l’ente pubblico voluto dallo Stato nel 2016 per promuovere il settore e che riunisce 55 cantine. Soltanto nel 2019 in Armenia c’erano 25 aziende vinicole e oggi sono oltre 150, in larga parte aziende molto piccole, quasi boutique winery. La vigna armena si aggira complessivamente

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